
Massimo Bossetti, la sorella vuole cambiare cognome. Lui: "Diceva di volermi bene..." (Foto Ansa)

ROMA – Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato e condannato per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, ha scritto una lettera a Libero. Lettera nella quale Bossetti se la prende anche con Alfano, ministro dell’Interno che, secondo il muratore, “calpestรฒ la costituzione gridando al mondo che era stato preso l’assassino di Yara”.
Ma andiamo con ordine.
“Gentile Direttore Feltri – scrive Bossetti rivolgendosi al direttore di Libero, Vittorio Feltri – forse rimarrร sorpreso che io Le scriva, ad essere sincero lo avevo in mente da molto tempo, ma la pressione della vicenda che mi ha travolto e il massacro mediatico mi hanno messo alle corde come un pugile che le ha prese di santa ragione”.
“Ritengo – continua – che lei, da bergamasco doc, sia un uomo di sani principi. Io Direttore, non sono nรฉ l’ assassino della povera Jara (qui scrive Yara con la J e non con la Y, ndr), nรฉ il mostro che i media e i social hanno dipinto. Sono un uomo normale, semplice che pensava al lavoro e a non far mancare nulla alla propria famiglia”.
“Arriva – si legge ancora – quel maledetto giorno che ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia, e dei miei cari che oggi mi guardano dal cielo, e sono convinto che questa vicenda li ha provati moltissimo. Non voglio entrare in questa lettera nei dettagli, perรฒ non posso fare a meno di dire che il trattamento che la giustizia italiana mi ha riservato รจ stato scorretto e ha calpestato ogni diritto alla difesa, e mi riferisco anche a quell’ex ministro dell’ Interno incapace, che gridava al mondo che era stato preso l’ assassino di Jara, calpestando la Costituzione”-
Il riferimento di Bossetti qui รจ all’ormai famoso tweet di Angelino Alfano. Tweet pubblicato il giorno in cui fu fermato Bossetti.
“Poi in carcere a Bergamo – continua Bossetti – la P.M. e vari responsabili dell’organo penitenziario, mi pressavano a confessare in continuazione un delitto proponendomi benefici. Come potevo confessare un delitto che non ho commesso? La P.M. piรน volte ha provato a propormi benefici, se erano cosรฌ sicuri di aver preso l’ assassino, non li proponevano con insistenza, nรฉ benefici e tanto meno facevano produrre filmati manipolati da distribuire ai media”.
Continua Bossetti: “Poi, il non far assistere i miei legali alle prove piรน importanti dei reperti e del Dna. Grido dall’ inizio di ripetere la prova del Dna e sono sicuro che Le verrebbe ogni ragionevole dubbio. Perchรฉ รจ stato commesso “UN GRAVE ERRORE GIUDIZIARIO” (tutto maiusolo nella lettera, ndr), non sono io il colpevole, e il codice di procedura penale dice chiaramente all’articolo 533 C.P.P. 1ยฐ comma che il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’ imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di lร di ogni ragionevole dubbio”.
“Direttore – conclude Bossetti – La prego di porgermi la Sua mano d’aiuto, non รจ giusto essere dipinto un mostro, non รจ giusto che mi abbiano affibbiato un ergastolo, non รจ giusto che venga commesso un errore giudiziario, per l’incapacitร professionale. Confido che Lei possa capire cosa ho e sto provando. Gentile Direttore, La prego di prendere in considerazione la mia richiesta d’ aiuto, restando a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti. Le porgo i miei piรน cordiali saluti, sperando di ricevere Sue notizie. In fede MASSIMO BOSSETTI”.
Fonte: Libero.
