
BERGAMO – Yara Gambirasio, le ultime notizie. “Da qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio. Che Dio mi perdoni.” Questo il testo di un messaggio scritto a mano e lasciato (con data 3 agosto) sul libro delle intenzioni della cappella dell’ospedale Salvini di Rho.
Yara Gambirasio a 13 anni è scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate Sopra. Il corpo poi è stato ritrovato 3 mesi dopo a Chignolo d’Isola (Bergamo)
La scritta è stata scoperta dal cappellano dell’ospedale, che ha subito dato l’allarme .Le impronte e le altre tracce rilevate saranno, comunque, incrociate con i dati raccolti dagli investigatori e dagli inquirenti di Bergamo. Traccia lasciata da un assassino con sensi di colpa o opera di un mitomane?
Don Antonio Citterio, il cappellano dell’ospedale di Rho, dice di non aver dubbi, “quel registro sul quale sabato è apparso un messaggio del presunto killer di Yara Gambirasio è rimasto sguarnito solo per tre ore. . .”
La Stampa riporta la testimonianza dei custodi:
Non abbiano notato nessuno in particolare nella Cappella – dicono i custodi- la scritta di sicuro risale a poche ore fa, altrimenti ce ne saremmo accorti immediatamente. In questo registro finiscono soprattutto le considerazioni dei fedeli, a volte semplici ringraziamenti ai medici per una guarigione avvenuta o una preghiera per i congiunti ricoverati. Abbiamo informato la polizia, non appena l’abbiamo scoperta
Attraverso la grafia gli inquirenti potranno capire (con buona approssimazione) se chi ha lasciato il messaggio soffre di disturbi psichici, se si tratta di un uomo o di una donna e l’età dello scrittore misterioso.
Dati che saranno confrontati con quelli del presunto killer di Yara Gambirasio: il figlio di Giuseppe Guarinoni, l’autista di autobus morto a 61 anni nel 1999, indicato dagli esami del dna.
L’avvocato Enrico Pelillo, legale della famiglia Gambirasio, invita a non perdere la speranza: “L’assassino sarà individuato, abbiamo fiducia nel lavoro degli investigatori e della magistratura.” Carmine Gallo, il dirigente del commissariato Rho-Pero, ha garantito “il massimo sforzo investigativo per arrivare alla verità.”
“Non c’era un grande passaggio — spiega don Antonio Citterio —. Ho controllato io stesso il registro alle 11,30 e non c’era nessuna scritta. Non sono molte le persone ad essere entrate nella cappella in quelle tre ore. Speriamo che davvero si arrivi finalmente a scoprire l’assassino”
