MILANO, 15 GIU – Queste tutte le tappe della vicenda di Yara Gambirasio: dalla scomparsa del novembre scorso, al ritrovamento del corpo il 26 febbraio, agli ultimi sviluppi nelle indagini.
26 novembre 2010: Yara Gambirasio, 13 anni, promessa della ginnastica ritmica, scompare a Brembate di Sopra, un piccolo comune alle porte di Bergamo. La ragazza, fisico ancora da bambina, capelli scuri, apparecchio ai denti, non ha segreti nella sua vita. Vive in una bella villa con i genitori e tre fratelli, frequenta le scuole medie a Bergamo. Esce dalla palestra – ad appena 700 metri da casa e di lei si perdono le tracce.
Dal suo telefonino parte un sms di risposta ad un'amica. Alle 18.47 il suo telefonino viene agganciato dalla cella di Mapello, un comune distante circa tre chilometri da Brembate, poi la traccia elettronica scompare. La madre le telefona alle 19.15 senza ottenere risposta e lancia l'allarme. Scattano le ricerche nelle quali si impegnano, con il passare dei giorni, centinaia di volontari, forze dell'ordine, unita' cinofile.
5 dicembre 2010: Il cittadino marocchino Mohamed Fikri, che lavora in un cantiere edile di Mapello, vicino a Brembate, e abita a Montebelluna in Veneto, viene fermato a bordo di una nave diretta a Tangeri. Contro di lui pesano diversi inizi, tra i quali un'intercettazione ambientale in cui sembra affermi 'Allah perdonami non l'ho uccisa'. Ma la traduzione era sbagliata. Mohamd Fikri si proclama innocente. Riesce a dimostrare che le sue vacanze in Marocco erano programmate da tempo e che non stava fuggendo.
7 dicembre 2010: Anche su richiesta del pubblico ministero il Gip dispone la scarcerazione del cittadino marocchino.
10 dicembre 2010: Ci sono almeno tre testimoni che sostengono di avere visto Yara uscire dal palazzetto dello sport. Nel frattempo si sgonfia la testimonianza di Enrico Tironi, vicino di casa di Yara. Il ragazzo, 19 anni, sostiene di averla vista sulla strada di casa in compagnia i due uomini. In realta' lui quel pomeriggio era altrove.
12 dicembre 2010: La mamma di Yara parla per la prima volta e in un'intervista dice di sentire ''un grande affetto attorno alla sua famiglia''.
16 dicembre 2010: Apprensione per il ritrovamento di una felpa dello stesso colore di quella che indossava Yara. Nel frattempo emerge che alle forze dell'ordine sono arrivate centinaia di segnalazioni anche da veggenti. Le ricerche si allargano ad un'area sempre piu' vasta e vengono controllate le celle telefoniche per stabilire l'ora dell'ultimo contatto di Yara.
20 dicembre 2010: Viene nuovamente sentita la mamma di Yara al fine di cercare un appiglio per le indagini. Pochi giorni dopo vengono risentiti tutti i parenti.
21 dicembre 2010: Emerge che la notizia che a Brembate nei mesi precedenti la scomparsa si sono verificati casi di adescamento di ragazzine da parte di alcune persone a bordo di un furgone bianco. Non si troveranno mai riscontri
28 dicembre 2010: I genitori di Yara convocano una conferenza stampa e rivolgono un appello ai rapitori: ''Ridateci nostra figlia. Noi imploriamo la pieta' di quelle persone che trattengono Yara chiediamo loro di rispolverare nella loro coscienza un sentimento d'amore; e dopo averla guardata negli occhi gli aprano quella porta o quel cancello che la separa dalla sua liberta'''.
8 gennaio 2011: All'Eco di Bergamo arriva una lettera anonima che annuncia che il corpo di Yara e' nel cantiere di Mapello. La lettera non viene tenuta in considerazione anche perche' il cantiere era gia' stato piu' volte controllato e ispezionato.
15 gennaio 2011: il sindaco di Brembate Diego Locatelli invita i giornalisti ad allentare la morsa sul paese che deve tornare alla normalita'.
26 febbraio 2011: Il corpo di Yara, a tre mesi esatti dalla scomparsa, viene ritrovato in una campo a Chignolo d'Isola, ad una decina di chilometri da Brembate (Bergamo). Un aeroplanino telecomandato cade proprio sul suo corpo. La tredicenne viene identificata grazie ai vestiti e all'apparecchio per i denti.
28 maggio: E' il giorno dell'addio a Yara. In migliaia di ritrovano al palazzetto dello Sport per assistere ai suoi funerali. La bara bianca e' ricoperta di rose. Viene letto anche un messaggio del Presidente della Repubblica.
15 giugno: Investigatori isolano una traccia di dna maschile sugli slip della ragazza che, a differenza degli altri tre gia' esaminati, non sarebbe suscettibile di contaminazione casuale. Dunque un elemento'altamente indiziario'', il dna dell'assassino. Un profilo genetico che non e' tra i 2.500 raccolti in questi mesi dagli investigatori.
