ROMA, 3 SET – La 'mente', i 'muscle hijackers', i piloti, l'attentatore mancato. L'attacco che cambio' la storia degli Usa e del mondo fu il frutto di un puntiglioso lavoro di squadra durato almeno tre anni e dislocato in diverse cellule terroristiche del pianeta. Le persone identificate come gli attentatori dell'11 settembre 2001 sono 19, in gran parte sauditi e tutti giunti negli Usa almeno qualche mese prima del giorno 'X'. Un 20/o sospetto dirottatore, Zacarias Mussaoui, fu invece arrestato tre mesi prima in Minnesota. Considerato, oltre ad Osama Bin Laden, uno dei cervelli degli attacchi, il kuwaitiano Khalid Sheikh Muhammad propose l' 'Operazione aerei' allo sceicco del terrore gia' nel 1998. Arrestato nel marzo 2003 in Pakistan e detenuto nel carcere di Guantanamo, Muhammad fu sottoposto almeno 183 volte al 'waterboarding' (annegamento simulato) prima che questo tipo di interrogatorio fosse vietato. Secondo il Pentagono, ha ammesso di essere responsabile ''dalla A alla Z'' degli attentati a New York e Washington.
Muhammad partecipo' al reclutamento dei dirottatori, che alla fine furono 19: 4 piloti e 13 'muscle hijackers', gli attentatori 'gorilla', con il compito di prendere il controllo dell'aereo. I terroristi giunsero negli Usa a partire dal gennaio del 2000. Venti mesi dopo si sarebbero distribuiti sui quattro velivoli del terrore: cinque sui primi tre aerei, quattro sul volo United Airlines 93, l'unico che non centro' l'obiettivo.
L'egiziano Mohammed Atta era il leader. Insieme a Marwan el Shehhi (emiratino) e Ziad Jarrah (libanese), proveniva dalla cosiddetta 'cellula di Amburgo', un gruppo di ex studenti ed aspiranti jihadisti conosciutisi nella metropoli tedesca. I tre frequentarono una scuola di volo nel sud della Florida. Atta e el Shehhi guidarono rispettivamente il volo 11 dell'American Airlines e il volo 175 della United Airlines contro la torre Nord e quella Sud del World Trade Center. Un terzo pilota, Hani Hanjour, guido' l'aereo che colpi' il Pentagono. Jarrah era invece al comando del volo che si schianto' nei pressi di Shaksville, a 240 chilometri da Washington, probabilmente l'obiettivo dei terroristi.
Un sospetto 'ventesimo' dirottatore, Zacarias Mussaoui (francese di origine marocchina), fu invece arrestato il 16 agosto, in Minnesota. Anche lui frequentava una scuola di volo e fu notato in alcuni atteggiamenti sospetti. Da qui, la cattura. Il processo contro Mussaoui fu uno dei piu' seguiti della storia americana anche per i bizzarri comportamenti dell'imputato il cui legame con gli attacchi dell'11/9 non e' mai stato accertato. Si dichiaro' comunque un membro di Al Qaida e confesso' che stava progettando, per conto suo, un altro attentato. Nel maggio 2006, la giudice Leonie Brinkema lo condanno' all'ergastolo senza condizionale. Alla sentenza segui' un celebre scambio di battute tra i due. ''L'America ha perso…io ho vinto'', affermo' Moussaoui. ''Morirai lamentandoti, e non avrai mai piu' un'occasione per parlare'', sentenzio' il giudice Brinkema.