Non c’è pace per Jaycee Lee Dugard, la ragazza californiana rapita nel 1991 dai coniugi Garrido e ricomparsa soltanto lo scorso agosto, dopo undici anni vissuti da prigioniera e schiava sessuale, segregata in un capanno nel cortile dei suoi aguzzini.
La vera famiglia di Jaycee – che è stata trasferita in un luogo sicuro insieme ai due figli nati dalle violenze subite dalla ragazza da parte del rapitore Philip Garrido – risulta infatti essere in pessime condizioni finanziarie, tanto da non riuscire pagare l’affitto da 2.500 dollari della nuova casa di campagna.
A saldare il conto sta provvedendo la chiesa guidata dal pastore Mari Hanes, che racconta: «La gente pensa che dalla popolarità della sua storia, Jaycee abbia guadagnato del denaro, ma non è assolutamente vero. Solo se hai un agente che contratti per te può succedere e questo non è proprio il caso della ragazza».
Dal canto suo, lo stato della California concede alle vittime di rapimento un sussidio massimo di 2 mila dollari, ragion per cui l’aiuto dei fedeli americani si sta rivelando indispensabile per consentire alla famiglia Dugard di vivere di nuovo unita.
Ma a risolvere i problemi economici di Jaycee potrebbe essere proprio il libro che la ragazza, che oggi ha 29 anni, ha cominciato a scrivere, partendo dagli appunti contenuti nel suo diario. Un’abitudine che, certo, non le è nuova: durante la sua prigionia, infatti, Jaycee aggiornò regolarmente le proprie memorie, diventate ora prove fondamentali nel processo che vede i Garrido imputati per sequestro di persona.
Da quelle pagine, emerge il profilo psicologico di una ragazzina fragile e affettuosa, divisa tra il proprio desiderio di libertà e il timore di deludere il proprio rapitore. «Non voglio ferirlo – scrive Jaycee nel 2003 – e a volte penso che la mia semplice presenza gli faccia del male… per questo non so come fare a dirgli che vorrei essere libera. Libera di andare e venire quando mi pare… libera di dire che ho una famiglia. Non gli farò mai del male, però, se posso evitarlo… LIBERA».
Daniel Larson, pastore della East Bay Fellowship, la chiesa che finora ha raccolto più di 13 mila dollari per la ragazza, accoglie con favore l’idea di una raccolta di memorie di Jaycee: «Penso che scrivere un libro sulla propria storia possa farle del bene e possa aiutarla a rielaborare la terribile esperienza che ha vissuto».