MILANO – Un bambino su tre sarà africano. Entro il 2025, quando la popolazione mondiale sfonderà quota 8 miliardi. La soglia dei 7 è stata superata poco più di un anno fa: in quel nuovo miliardo, dunque, saranno quasi tutti bambini per il 90% nati nelle regioni meno sviluppate del pianeta. “Ma i minori di 18 anni non votano e dunque le risorse saranno usate per gli anziani” osservano dall’Unicef.
Cento anni prima, il rapporto di nati nell’Africa Subsahariana era soltanto di uno su 10. E’ quanto si legge in “Generazione 2025 e oltre: l’importanza critica di comprendere le tendenze demografiche per i bambini del ventunesimo secolo”, una nuova ricerca dell’Unicef pubblicata in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia. Unicef evidenzia i cambiamenti demografici globali previsti per la prossima generazione di bambini, che rappresentano grandi sfide per i responsabili e i leader politici.
Dalla ricerca emerge, tra l’altro, che i decessi dei bambini sotto 5 anni saranno sempre più concentrati nell’Africa subsahariana. Si prevede un modesto aumento del 4% della popolazione mondiale dei bambini entro il 2025, ma la crescita della popolazione sarà concentrata in modo significativo nei paesi del Sud del mondo; tra i primi cinque paesi per numero di nascite nei prossimi 15 anni, l’unico ad alto reddito che dovrebbe avere una percentuale crescente di bambini entro il 2025 saranno gli Stati Uniti.
“Quello che è importante è come il mondo si prepara ad affrontare l’agenda post-2015 tenendo conto di questi cambiamenti fondamentali e senza precedenti – ha detto il co-autore dello studio, David Anthony dell’Unicef – dobbiamo fare tutto il possibile perché questi bambini abbiano ogni possibilità di sopravvivere, svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale”.
