ROMA – Lotta alla contraffazione e la pirateria alimentare, dei farmaci, di film e musica. Ma una lotta che chiama come “correo” anche chiunque possa conoscere o fornire informazioni su chi viene sospettato di questi reati, come gli Internet service providers e gli intermediari di servizi Internet (Google, Yahoo! o Wikipedia), a cui viene assegnato il ruolo di “sceriffi”. Martedì, 22 dei 27 paesi membri dell’Unione europea hanno firmato l’ACTA, ossia il Trattato anticontraffazione. Un trattato che ha già attirato proteste in mezza europa e che Bruxelles dovrà accettare o rigettare l’accordo entro giugno. Il punto più contestato del testo è quello che prevede la “cooperazione” fra i titolari dei diritti e gli Internet service provider secondo un meccanismo alternativo al tribunale. In sostanza i compiti di sorveglianza e raccolta di prove, sanzioni, possono essere affidati a soggetti privati bypassando l’autorità giudiziaria.