
USA, WASHINGTON – Gli Stati Uniti lanciano l’allerta terrorismo negli aeroporti internazionali. Informazioni di intelligence segnalano un aumento dei rischi per i voli diretti negli Usa. L’intelligence americana non ha fornito dettagli, ma ancora una volta, dietro alle minacce, si profila l’ombra del ‘mago delle bombe invisibili’ di al Qaida, il saudita Ibrahim al Asiri, a cui la Cia dà la caccia da anni e che ora sarebbe stato arruolato anche dall’Isis, lo Stato Islamico in Siria e Levante.
L’ultima volta che gli 007 Usa sono riusciti ad arrivargli vicino, che si sappia, risale al 2012, quando nello Yemen riuscirono a fermare un attentatore sucida che con una bomba ‘invisibile’ stava per salire su un aereo per gli Usa, ma lui, la ‘primula rossa’, riusci’ all’ultimo a sfuggire alla cattura.
Ma l’appuntamento e’ solo rimandato. L’intelligence americana non rinuncera’ certo a dare la caccia ad uno degli uomini che ritiene piu’ pericolosi per la sicurezza nazionale Usa. Benche’ ancora giovane – ha una trentina d’anni – al Asiri ha in effetti gia’ un impressionante ‘curriculum’: la sua ‘firma’ e’ stata trovata in alcuni dei piu’ pericolosi complotti degli ultimi anni contro gli Stati Uniti. Le sue impronte digitali sono state trovate sulla bomba che il nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab aveva nascosto nelle mutande per farla detonare su un aereo per Detroit, il giorno di Natale del 2009: bomba che non fu rilevata ai controlli dell’aeroporto di Amsterdam e che, grazie un provvidenziale intervento di un passeggero dell’aereo, il kamikaze non riusci’ ad innescare del tutto.
E non fu rilevato alcuni mesi prima neanche l’esplosivo che proprio il fratello di al Asiri, Abdullah, aveva nascosto nell’ ano quando e’ riuscito ad arrivare sin nell’ufficio del capo dell’antiterrorismo saudita, il principe Mohammed bin Nayef. In quel caso, l’esplosione ci fu, ma la vittima designata se la cavo’ con leggere ferite, mentre l’attentatore mori’ sul colpo.
E ancora, riuscirono a superare diversi controlli anche le ‘stampanti-bomba’ che Asiri aveva confezionato e spedito nell’ ottobre del 2010 per posta aerea affinche’ esplodessero a bordo di aerei cargo in volo sulla costa Est degli Usa. Diverse fonti sostengono che al Asiri sia ben consapevole di essere nel mirino della Cia e che quindi abbia iniziato a trasmettere il suo ‘know-how’ sulle bombe ‘invisibili’ ad una serie di suoi discepoli, tra cui nuovi jihadisti dell’Isis giunti dall’Europa e dagli Usa con passaporti occidentali, cosa che li rende ancora piu’ pericolosi. Cosi’ come rende piu’ pericoloso al Asiri, che puo’ disporne.
