ROMA, 7 LUG – Sulle tracce di un leader del terrore, in Afghanistan, la Nato oggi ha sbagliato e ha colpito una casa in un raid aereo, provocando una strage di bambini, nella provincia di Khost, nel sudest del Paese. Il bilancio dell'operazione e' stato di 13 vittime civili: otto bambini, tre donne e due uomini, secondo l'agenzia di stampa locale Pajhwok.
Il capo della polizia locale, alla France Presse, ha sostenuto invece che siano state uccise otto donne e che i bambini siano quattro. Ci sarebbe anche il corpo di un leader della rete Haqqani e di tre suoi militanti.
L'effetto immediato dell'errore e' stata la mobilitazione della gente, scesa in strada per protestare, che ha bloccato il traffico sull'arteria che conduce da Khost a Kabul. Circa duemila persone, secondo un anziano della tribu' Zadran, Anwar. E' stato lui a raccontare, parlando con la Pajhwok, che nel raid e' morto anche un disabile. ''Sono state uccise oltre 500 pecore'', si e' lamentato fra l'altro. La Nato ha ammesso di aver ucciso ''non intenzionalmente'' i membri di una famiglia di ribelli, nel corso di una operazione condotta pero' ''sotto la responsabilita' dell'esercito afgano'': la precisazione, arrivata nel corso della giornata, e' riportata dalla France Presse.
Secondo l'Isaf, le forze di sicurezza stavano cercando un capo della rete Haqqani, quando sono stati raggiunti da razzi e colpi di fucile d'assalto, che li avrebbero obbligati a chiedere un sostegno aereo. ''L'attacco aereo che e' seguito – ha detto il portavoce dell'Isaf – ha ucciso diversi insorti e in modo non intenzionale alcuni membri delle loro famiglie''. Non e' stato precisato, pero', se la persona ricercata facesse parte delle vittime.
In questa circostanza l'Isaf ha affrontato anche l'errore di cui le forze Nato erano state accusate ieri: la morte di due civili nella provincia sudoccidentale di Ghazni. La risposta a riguardo e' che sia in realta' rimasto ucciso solo un insorto, che aveva messo una bomba artigianale su una strada. ''L'Isaf prende molto sul serio le accuse sulle vittime civili – si legge in un comunicato – e assieme al governo afghano fa ogni sforzo per risponderne''.
Al bilancio dei morti nel raid della Nato, si aggiungono oggi 14 poliziotti e ancora un civile, rimasti uccisi a causa della esplosione di due mine, rispettivamente in una provincia del nord e del sud dell'Afghanistan.
Il forte impatto della guerra sui civili, soprattutto nelle aree del sud e del sudest del Paese, e' stato sottolineato anche all'Onu, recentemente, e costituisce uno dei punti di maggior frizione tra il presidente afghano Hamid Karzai e gli occidentali che lo sostengono. Dai dati del rapporto quadrimestrale presentato dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon al Consiglio generale, l'Unama ha documentato, nel periodo fra maggio e giugno 2011, 2.950 vittime civili – 1090 morti e 1860 feriti – con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo osservato nel 2010. L'80% di questi casi va attribuito pero', secondo il rapporto, ai militanti armati; il 10% alle forze pro governo.