KABUL – La madre di una giovane afghana di 18 anni ripetutamente violentata, a quanto sembra, da personale della polizia nella provincia orientale di Kunduz ha chiesto aiuto al governo e avvertito che se gli stupratori non saranno assicurati alla giustizia, lei e sua figlia si immoleranno con il fuoco. ”Se i colpevoli non saranno processati – ha detto la donna a Tolo Tv – non avremo altra scelta per difendere il nostro onore che morire fra le fiamme”.
Sfidando comportamenti ancestrali che impediscono alle donne afghane di ribellarsi in questo modo, la moglie di un pastore ha presentato una denuncia pubblica, indicando anche i nomi del capo di una unita’ della polizia locale e di quattro agenti che hanno fatto irruzione in casa sua e che sarebbero responsabili dello stupro.
Tutte le autorita’ giudiziarie, militari e di polizia della provincia di Kunduz sono in agitazione dopo che la vicenda e’ stata rilanciata da The New York Times ed ha provocato anche un intervento del presidente Hamid Karzai. Un’inchiesta e’ stata aperta sul comportamento di numerose persone, fra cui anche il capo della polizia citato dalla donna, e due di esse sono per ora state fermate.
