Torino – Stati Uniti e Francia procederanno secondo la stessa tabella di marcia nel ritiro delle truppe dall'Afghanistan. Nella notte il presidente Barack Obama ha annunciato il rientro di 33mila soldati entro il 2012; stamattina anche il collega Nicolas Sarkozy ha confermato il progressivo ritorno in patria dei circa 4mila uomini nel Paese, a partire, come gli americani, da questa estate. Il Governo italiano è invece impantanato in una palude Stigia. In Parlamento è infatti depositata una mozione, che riguarda anche il nostro disimpegno in Libano, ma il caos politico ha messo in secondo piano l'argomento. Oltre a un generico impegno di riduzione delle truppe a partire dal secondo semestre del 2011 ripetutamente espresso da La Russa, non si hanno al momento indicazioni più precise.Diecimila saranno gli uomini che faranno rientro in Usa entro la fine dell'anno, in due tranche, la prima a partire già da luglio, la seconda non oltre dicembre. Altri 20mila militari lasceranno Kabul entro settembre 2012. Nel Paese resteranno comunque quasi 70mila soldati, con il ritiro completo previsto non prima del 2014, data della fine delle operazioni militari Nato nel Paese. Parigi si coordinerà "con gli alleati e con le autorità afghane", fa sapere Sarkozy, "in maniera proporzionata al ritiro americano". La Francia, ha aggiunto, "rimarrà pienamente impegnata con i suoi alleati a fianco del popolo afghano per portare a termine il processo di transizione".
Secondo quanto rivelato dallo staff del presidente francese, Obama lo avrebbe chiamato per avvisarlo dei nuovi sviluppi, decisi in seguito al "progresso ottenuto in Afghanistan". I due leader condividono la convinzione che un ritiro completo potrebbe far scivolare il Paese in mano ad al-Qaeda ed è meglio procedere lentamente nel periodo di trasferimento di potere agli agenti locali. Opinione condivisa e più volte sostenuta dalla Germania, come dimostrano le parole del ministro degli Esteri Guido Westerwelle che approva la road map della Casa Bianca e conferma la riduzione entro fine anno del contingente tedesco di 4.900 uomini, sebbene non siano ancora stati stabiliti numeri precisi. Da Londra il primo ministro britannico David Cameron ha ripetuto ancora una volta la promessa di far rientrare tutti i soldati britannici dall'Afghanistan entro il 2015. "L'ondata di partner statunitensi e internazionali, supportati da un numero in aumento di soldati e poliziotti afghani – ha detto riferendosi all'annuncio Usa – ha bloccato lo slancio degli insorti e creato le condizioni perché la responsabilità della sicurezza possa essere trasferita agli afghani a partire da luglio".
