KABUL – Un intero villaggio con tutti i suoi abitanti e' stato spazzato via e sepolto sotto migliaia di tonnellate di neve in una remota regione montagnosa nel nord-est dell'Afghanistan. A cinque giorni dalla catastrofica valanga, caduta fra domenica e lunedi' scorsi, l'Onu fa sapere che lo sforzo di volenterosi abitanti e poliziotti dei villaggi vicini, giunti sul posto a piedi, ha permesso finora di estrarre 56 cadaveri, mentre restano ancora sepolte almeno 140 persone: praticamente l'intera popolazione del piccolo villaggio montano di Dispay (o Shirin Nazem, a seconda della lingua) nella provincia del Badakhshan, un'appendice di Afghanistan che s'insinua fra il Tagikistan a nord e il Pakistan a sud, dove s'incontrano le catene dell'Hindukush e del Pamir. Un villaggio, quello di Dispay, che si raggiunge – quando non c'e' neve – solo lungo una mulattiera dal vicino Tagikistan.
Dispay e' tuttora inaccessibile ai mezzi di soccorso e anche agli elicotteri, che potrebbero provocare nuovi distacchi di neve. Nell'improbabilita' che dopo cinque giorni qualcuno possa essere ancora salvato, quella che ha travolto Dispay si prefigura come la seconda o la terza in assoluto fra le valanghe piu' assassine degli ultimi due decenni, dopo quelle che nel 2005 (252 morti) e nel 1995 (oltre 200 morti) colpirono le vallate himalayane del Kashmir indiano.
Il fronte di neve si e' staccato dalle pendici della montagna soprastante per un aumento della temperatura dopo giorni di nevicate intense. "Questa tragedia e' probabilmente la prima di una lunga serie in un avvenire prossimo", spiega Michael Keating, coordinamento umanitario dell'Onu in Afghanistan. "Le forti nevicate – secondo lui – non si sfogheranno solo in valanghe e slavine, ma, fra qualche settimana anche in gravi inondazioni in varie località del Paese". L'Ong Immap, specializzata in cartografia e raccolta di dati, ritiene che il 15% della popolazione afghana rischia di essere colpita dalle inondazioni con il disgelo primaverile.
Secondo un portavoce del governo provinciale del Badakhshan, i morti (accertati) sono almeno 56, che si aggiungono alle centinaia di vittime del freddo e della neve in Afghanistan – almeno 90, 35 dei quali bambini, solo nel Badakhshan – in questo inverno 2012, particolarmente duro, il piu' duro in almeno 15 anni.
il villaggio resta ancora inaccessibile alle squadre di soccorso, nazionali e internazionali, malgrado governo, Ong, la fondazione Aga Khan, il World Food Programme dell'Onu e l'ambasciata degli Stati Unti abbiano messo a disposizione vivande di sopravvivenza, acqua, kit di sopravvivenza, abiti caldi.
