TRIPOLI, 24 SET – I combattenti del governo di transizione libico oggi sono penetrati piu’ in profondita’ a Sirte, citta’ natale del colonnello Muammar Gheddafi, ma i soldati lealisti non si ritirano e continuano a difendere strenuamente le loro posizioni nella localita’ portuale.
Nuovo vigore sembra essere arrivato da un messaggio audio fatto la notte scorsa alla tv Al Rai da Aisha Gheddafi, il primo da quando a fine agosto e’ riparata in Algeria con la madre Safia e i fratelli Mohamed e Annibal.
”Mio padre sta bene, ha le armi in pugno e combatte sul terreno”, ha detto Aisha definendo ”traditori” i dirigenti del Cnt e ”una pagliacciata” il nuovo governo. E ha chiesto alla popolazione di ”ribellarsi” perche’ i nuovi dirigenti ”hanno gia’ tradito una volta e potrebbero fare lo stesso anche con voi”.
Di fatto Muammar Gheddafi resta introvabile e per gli abitanti di Sirte la situazione e’ sempre piu’ drammatica. Gli aerei della Nato continuano a bombardare per aprire la strada agli insorti, ma gli uomini filo-Gheddafi sono ben attestati e i combattimenti sono sostanzialmente di posizione.
Intere famiglie hanno gia’ abbandonato le loro case, altre tentano di allontanarsi con ogni mezzo a disposizione: testimoni dicono che solo stamane 2.000 persone hanno registrato la loro uscita da un posto di controllo.
”I lealisti piazzano le loro armi pesanti vicino alle abitazioni, e noi diventiamo dei bersagli”, racconta un uomo. E dice che negli ospedali non c’e’ quasi piu’ ossigeno e materiale ospedaliero mentre il personale medico e’ ridotto al minimo.
Anche secondo la Nato la situazione, nella citta’ che prima della guerra contava 130.000 abitanti, sta precipitando. ”Per colpa degli uomini di Gheddafi – afferma in un comunicato – La loro brutalita’ indica che il regime e’ ormai finito, che questi sono i suoi ultimi giorni”. E aggiunge che ”mancano acqua, cibo, benzina e medicine; molte famiglie che vorrebbero fuggire sono bloccate dai mercenari che controllano le strade”.
Poi l’Alleanza Atlantica riferisce delle ultime missioni, compiute ”con la pianificazione piu’ accurata e munizioni di precisione”. Nelle ultime 24 ore i bombardamenti aerei hanno colpito ”una serie di obiettivi, tra cui un deposito di munizioni, una batteria contraerea, un centro di controllo e due veicoli militari”.
Piccoli passi anche sul piano politico. In una conferenza stampa a Bengasi il numero uno del Cnt (Consiglio nazionale di transizione), Mustafa Abdel Jalil, ha detto che ”la composizione del governo di transizione sara’ annunciata la settimana prossima”. Jalil ha riconosciuto che vi sono ritardi a causa di ”divergenze d’opinione” tra i membri del Cnt e dell’ufficio esecutivo, aggiungendo pero’: ”Ci dobbiamo confrontare con la mentalita’ libica che vuole che ogni tribu’, ogni regione, ogni citta’ abbia una sua quota nel nuovo governo. E noi non abbiamo ancora liberato tutto il territorio. E Gheddafi mantiene tutta la sua capacita’ offensiva”. ”Faremo il governo – ha concluso – ma e’ prioritario liberare tutta la Libia e ridare sicurezza” ai libici.
