ROMA – Aisha Gheddafi, l'unica figlia femmina del rais e fino a una settimana fa – quando ha rivolto un appello al popolo libico ad unirsi contro La Nato – figura solida accanto al colonnello, ha partorito una bambina in Algeria.
La notizia della nascita di una nipotina di Gheddafi era gia' circolata ieri dopo che le autorita' algerine avevano dichiarato di aver accolto nel paese la moglie del rais, Safia, la figlia Aisha, i figli Hannibal e Mohammad accompagnati dalle mogli e dai loro bambini. Ma la conferma del parto e' arrivata oggi da fonti del governo algerino che sono volute rimanere anonime.
''Aisha ha partorito una bambina questa mattina molto presto. La madre e la bambina stanno bene'', si sono limitate a dire le fonti. Avvocato, membro del collegio difensivo di Saddam Hussein, e' soprannominata dai media la ''Claudia Schiffer araba'' ed e' cosi' amata dal padre che era solito chiamare tutte 'Aisha' le amazzoni della sua guardia personale.
Oltre al recente appello al popolo libico ''ad unirsi contro la Nato'', la figlia del rais era di recente diventata famosa in tutto il mondo per le foto che mostravano gli insorti libici sdraiati sul divano dorato a forma di sirena, trovato nel rifugio di Gheddafi e il cui viso era stato modellato a sua immagine. Divano tornato alla ribalta oggi con il video del matrimonio di Aisha, il 15 aprile 2006, postato dai ribelli su Youtube, in cui gli sposi vestiti in abiti occidentali e molto kitsch siedono proprio sul divano 'a sirena'.
L'imminente nascita della bambina e' stata una dei ''motivi umanitari'' che hanno spinto l'Algeria ad accogliere i familiari di Gheddafi. Ma questo non e' bastato a placare le polemiche del Consiglio di transizione che ieri ha definito la protezione accordata un ''atto di aggressione'' e oggi ha detto di non comprendere questa mossa.
''Salvare la famiglia di Gheddafi e' un atto che noi non apprezziamo e che non capiamo'', ha riferito in una conferenza stampa il portavoce del Cnt Mahmud Shammam. ''Assicuriamo ai nostri vicini che vogliamo avere i migliori rapporti possibili con loro (…) ma siamo decisi ad arrestare e a processare i familiari di Gheddafi e Gheddafi stesso'', ha aggiunto il portavoce.
''Vogliamo che queste persone ritornino qui, garantiamo loro un processo equo, sono accusati di reati di vario genere e a tutti daremo il beneficio del dubbio'', ha detto infine. Al momento pero' tra Libia e Algeria non c'e' nessun accordo per l'estradizione di criminali, come ha confermato il presidente del Cnt, Mustafa Adbel Jalil.
Intanto, in una riunione del governo che si e' tenuta ieri, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha detto ai ministri che il paese rispettera' tutte le leggi internazionali che riguardano il conflitto in Libia e qualora Gheddafi dovesse entrare in territorio algerino sara' consegnato al Tribunale penale internazionale.
