ALGERI, 5 LUG – Quindici uomini dell'Esercito algerino sono stati messi in stato di detenzione con l'accusa di avere ucciso, senza una apparente ragione, un civile nell'operazione di rastrellamento seguita ad un attentato terroristico.
Il provvedimento e' stato preso dal giudice istruttore del tribunale militare di Blida e tra i suoi destinatari c'e' anche un capitano che guidava l'unita' implicata, il 23 giugno, nella morte di un uomo di 41 anni, Dial Mustapha, nella citta' di Azazga.
L'iniziativa del magistrato militare segue le proteste che si sono susseguite ad Azazga da parte di cittadini che hanno reclamato giustizia anche con manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. Nella citta' e' stato anche organizzato uno sciopero generale che ha paralizzato tutte le attivita'.
Pesanti le ipotesi di reato al momento formulate: omicidio volontario, tentato omicidio, distruzione di beni altrui e violazione di domicilio. I familiari della vittima e un uomo di sessant'anni rimasto ferito nello stesso episodio si sono costituiti parte civile nel procedimento penale avviato dalla procura di Blida.
Il 23 giugno un ordigno di fattura artigianale era stato fatto esplodere al passaggio di un convoglio militare. Per reazione, i soldati entrarono in due villaggi dove, secondo l'accusa, si sarebbero abbandonati ad atti di violenza gratuita e a saccheggi.
E' stato in questo episodio che i militari avrebbero fatto irruzione sparando in una abitazione e ucciso Dial Mustapha.
