Alma Shalabayeva, asilo politico in Italia per lei e la figlia

Alma Shalabayeva (Foto Lapresse)

ROMA – L’Italia ha concesso asilo politico ad Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, da svariati mesi al centro di un intrigo internazionale che ha fatto vacillare l’ex governo Letta e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

A maggio 2013 Shalabayeva era stata espulsa con la figlioletta di 6 anni dall’Italia dopo un blitz delle forze di polizia nella sua villa a Casalpalocco. Le autorità kazake segnalarono al ministero dell’Interno la presenza nella villa del marito e il 28 maggio la questura di Roma intervenne. Nel giro di 3 giorni la donna fu rimpatriata ad Astana. Di Ablyazov non v’era alcuna traccia.

Oggi, 18 aprile 2014, la signora Shalabayeva ha ottenuto lo status di rifugiata politica insieme alla figlia. In Kazakistan è stata sottoposta a limitazioni della libertà personale perché accusata di detenzione di passaporto falso. Poi, soltanto a dicembre scorso, è riuscita a lasciare il Paese.

In base alla decisione odierna, spiega l’avvocato Anton Giulio Lana, verranno emessi due permessi di soggiorno per la madre e la figlia con una validità quinquennale (rinnovabile alla scadenza): il riconoscimento dello status comporta infatti una sostanziale equiparazione del rifugiato ai cittadini italiani per quanto riguarda i diritti normativamente garantiti.

Mukhtar Ablyazov, 50 anni, ex banchiere e dissidente è accusato di essersi appropriato di sei miliardi di dollari della BTA, la banca kazaka che aveva fondato prima che fosse nazionalizzata. Ha vissuto a lungo in Gran Bretagna, dove aveva ottenuto l’asilo politico. Condannato alla detenzione per oltraggio alla Corte da un giudice inglese, è stato poi stato arrestato a Cannes lo scorso luglio. Da allora è detenuto in isolamento in Francia.

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Daniela Lauria