BUENOS AIRES, 4 SET – Tempeste di gas e ceneri, effetti catastrofici per la popolazione locale, flora, fauna e atmosfera danneggiate per un numero imprecisato di anni. Non e' uno sceneggiatura apocalittica per un film hollywoodiano, ma la conclusione di un rapporto Onu a tre mesi dall'eruzione del vulcano Puyehue, i cui effetti si sono fatti sentire in gran parte della Patagonia argentina.
Il documento e' stato preparato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite composto da geologi e vulcanologi europei, i quali hanno studiato una serie di scenari proprio nella Patagonia, ''dove finisce il mondo'', si sente dire spesso a Buenos Aires.
Una verita' che nessuno avrebbe voluto ascoltare ma che dal 4 giugno neanche i piu' pessimisti si aspettavano: da quando il Puyehue – uno dei tanti vulcani della Cordigliera delle Ande – ha sputato una nube di ceneri e gas, giunta perfino sui parabrezza delle auto di Buenos Aires.
La tempesta del vulcano ha gia' rovinato quasi otto milioni di ettari di terreno nelle regioni 'patagonicas' di Neuquen, Rio Negro e Chubut. E continuera', affermano gli esperti, il suo devastante cammino, dopo aver coperto di ceneri tante localita' dell'area.
Intanto, aumenta di giorno in giorno la disperazione degli abitanti di San Carlo di Bariloche e Villa La Angostura, mete turistiche tradizionali dell'inverno australe e localita' piu' colpite dagli effetti della calamita' naturale.
Per adesso le ceneri del vulcano dormono sotto la neve ma, quando la primavera sciogliera' il ghiaccio, potrebbe arrivare il peggio: valanghe di fango, frane e inondazioni. E, come se non bastasse, ci sono 2 milioni di metri cubi di cenere che potrebbero erodere le zone vicine ai laghi.
E ancora, esistono luoghi, come Rio Negro, dove alle ceneri si mescola la siccita'. E questa miscela, sostiene il rapporto Onu, ''provochera' per anni forti venti''. Per quanto riguarda la salute della popolazione locale, e' stato rilevato un aumento della ''quantita' di alluminio nell'acqua che scorre dai rubinetti delle abitazioni''.
Per adesso gli studiosi consigliano di ''non esporsi all'aria aperta durante le tempeste'' e in alcune scuole si sta organizzando un sistema di trasporto sicuro per non far respirare gas e ceneri agli alunni. Il Puyehue, sostengono i geologi di Santiago, e' attivo. Nessuno osa abbassare la guardia: il monitoraggio continua senza sosta e il governo argentino di Cristina Fernandez de Kirchner, incalzato dalla imminente scadenza elettorale delle presidenziali del 23 ottobre, deve fare i conti con il 'dossier Puyehue'. E intanto dalla Patagonia giungono immagini che mostrano nuvole di ceneri e gas che si innalzano per poi adagiarsi su case, alberi, animali e laghi. Sconfinate distese di terre minacciate dalla furia del Puyehue.