BUENOS AIRES, 3 NOV – Nel 2000 aveva perduto la sua corona di reginetta di bellezza del Caffe' per aver nascosto di essere sposata e undici anni dopo, proprio in queste ore, e' stata condannata a sei anni e otto mesi perche' ritenuta a capo di una banda di narcos che reclutava modelle per far arrivare la cocaina dal Sudamerica all'Europa. Le porte del carcere si chiudono cosi' dietro Angie Sanclemente Valencia, bellezza colombiana di 32 anni, che fino all'ultimo minuto ha respinto con forza le accuse.
''Sono stata trattata cosi' perche' sono colombiana'' ha gridato la ragazza quando il verdetto della giustizia argentina e' stato pronunciato in aula. Un giudizio che ha sorpreso per la sua durezza, dato che la pena comminata e' stata superiore ai cinque anni richiesti dal pubblico ministero. Un verdetto che la madre, che nei giorni scorsi aveva gia' denunciato questo possibile pregiudizio rispetto al Paese di origine della figlia, ha contestato con forza proclamando la sua innocenza.
Ma le prove portate in aula dall'accusa, comprese alcune intercettazioni nelle quali la bella colombiana parlava in codice dando istruzioni rispetto al confezionamento della droga da trasportare, non hanno giocato a favore di Angie Sanclemente, che ormai da un anno e mezzo (dal momento del suo arresto) e' in carcere a Buenos Aires, dove ha subito maltrattamenti da parte di altre detenute ed ha perso molti chili, prostrata dalla sofferenza.
La vicenda e' degna della trama di un film: il 13 dicembre del 2009 una delle modelle reclutate dalla ex reginetta di bellezza come corriere della droga era stata intercettata dalla polizia di frontiera all'aeroporto internazionale di Ezeiza mentre stava cercando di imbarcarsi su un volo diretto a Cancun, con una valigia imbottita con 55 chili di cocaina, con la quale avrebbe dovuto raggiungere successivamente l'Europa.
Le indagini che erano seguite all'arresto del corriere della droga, grazie alla sua disponibilita' a collaborare con la polizia, avevano portato fino a Sanclemente, che vistasi braccata era fuggita, trascorrendo anche un periodo in latitanza. Col passare dei mesi gli investigatori hanno ricostruito tutti i tasselli dell'organizzazione portando man mano all'arresto dei vari membri, tra questi anche il fidanzato della ''narcomodella'', Nicolas Gualco, anch'egli condannato a 6 anni e otto mesi di prigione.
