Argentina. Il sottosegretario al commercio si toglie la vita

BUENOS AIRES – Il governo della presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner e’ stato colpito da un’inattesa tragedia: il sottosegretario al commercio estero, Ivan Heyn, un economista eterodosso di soli 34 anni, con davanti a se’ un brillantissimo futuro, si e’ tolto la vita impiccandosi ieri nella sua stanza d’albergo di Montevideo, dove si trovava da lunedi’ come ‘sherpa’ d’alto livello nell’ambito del vertice dei capi di Stato del blocco del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay).

Quando le hanno comunicato la tragica notizia, la capo di Stato e’ stata colta da una crisi nervosa. L’ha poi superata, tanto che ha concluso il vertice – in cui ha assunto la presidenza del blocco – con un discorso molto acceso.

”Sul corpo del sottosegretario non sono stati riscontrati segni di violenza”, ha riferito il giudice uruguayano che svolge le indagini in merito. Resta ferma l’ipotesi del sucidio, anche se non manca chi ci ricama sopra, poiche’, apparentemente, il giovane politico e’ stato trovato nudo.

Ivan Heyn, da cinque anni funzionario pubblico, era uno degli esponenti piu’ di spicco del gruppo di giovanissimi economisti, legati alla corrente peronista ‘La Campora’ guidata dal figlio della presidente Maximo Kirchner, ed impegnata ad occupare spazi determinanti nelle stanze del potere per i prossimi quattro anni. Per ora non si conoscono i motivi del suo suicidio.

Oltre dieci anni fa, durante la crisi economica che aveva colpito l’Argentina, anche suo padre aveva tentato di uccidersi quando esra stato costretto a chiudere la sua piccola fabbrica. Come tanti, Ivan emigro’ in Spagna. Dove sbarco’ il lunario vendendo oggettini artigianali. Tornato in Argentina nei terribili ultimi mesi del 2001, si iscrisse a economia e, mentre andava verso la laurea a pieni voti, si trasformo’ in un battagliero studente di sinistra.

Da qui la sua successiva amicizia con Maximo Kirchner. Tanto da diventare un acceso militante, anche mediatico, della sua corrente, sostenendo a spada tratta lo statalismo a cui punta il governo della Kirchner. Oggi, mentre i compagni de ‘La Campora’ e del governo lo ricordano commossi e affranti nelle reti sociali e nei media, non manca nemmeno chi afferma che, negli ultimi giorni, sembrava soppraffatto dal troppo lavoro.

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