BUENOS AIRES – Le donne dell’associazione “Madres de Plaza de Mayo” dovranno ora sopportare, oltre al dolore per la perdita dei propri figli “desaparecidos” durante la dittatura in Argentina, anche la delusione nello scoprire che Sergio Schoklender, avvocato 53enne che dirige l’associazione, è indagato dal tribunale argentino per truffa proprio nei loro confronti, poiché accusato di riciclaggio di denaro, associazione a delinquere e frode ai danni dello Stato.
L’avvocato infatti è l’amministratore finanziario di “Sueños Compartidos”, progetto finanziato dal governo di Cristina Kirchner con 300 milioni di dollari volti alla costruzione di case popolari, soldi che probabilmente Schoklender ha impiegato per azioni non lecite. La vicenda dell’indagine ha però portato alla luce il torbido passato di Sergio Schoklender, che assieme al fratello Pablo nel 1981 ha massacrato e ucciso i propri genitori. Condannato all’ergastolo e poi liberato, l’avvocato conobbe in carcere Hebe de Bonafini, presidente dell’associazione delle Madri, che “ha provato pietà per lui e una volta uscito gli ha aperto le porte dell’associazione”, ha testimoniato Vicente Zito Lema, intellettuale allontanatosi dall’associazione proprio per l’ingresso di Schoklender.
“Non ho fatto nulla di male, non mi sono arricchito con i soldi delle Madri”, ha dichiarato Schoklender attraverso i suoi legali, ma di questo non è convinto il giudice Norberto Oyarbide che si occupa del caso, ritenuto molto delicato, e che ha disposto il divieto all’avvocato di lasciare l’Argentina. A far sorgere i sospetti negli inquirenti lo stile di vita dell’avvocato, che pur lavorando per questa associazione impegnata nel sociale conduce un tenore di vita agiato a base di vacanze ai Caraibi, ville di lusso e auto costose come la sua Ferrari.
La Bonafini ha dichiarato che “se (l’avvocato) ha commesso un reato deve pagare. – ed ha aggiunto – Nessuno di noi si è mai accorto che mancasse denaro. Non voglio difendere nessuno né tendo a nascondere nulla, ma ci tengo a dire che noi Madri de Plaza de Mayo non chiediamo soldi come qualcuno ha osato dire”, anche se le insistenze di Schoklender per trasformare la Fondazione in un’impresa avevano già suscitato i sospetti delle madri dei “desaparecidos”, profondamente contrarie a tale iniziativa.
Intanto però il giornalista Ceferino Reato di Radio 10 solleva dubbi sull’onestà della Bonafini, affermando che “la presidente si fa scudo con il sangue dei suoi figli per non parlare delle irregolarità commesse”, un’accusa grave che si colloca in una situazione già molto delicata, dove al dolore mai sanato delle madri che nel periodo della dittatura argentina tra il 1976 e il 1983 hanno visto sparire oltre 30 mila dei loro figli, si aggiunge la delusione per la truffa ed il tradimento di colui che era stato accolto nell’associazione.
