Argentina: ragazza di 13 anni morta per un aborto clandestino

BUENOS AIRES – E' morta per un aborto clandestino a 13 anni, a Salta, nel nord povero dell'Argentina. Un'altra storia, in un paese dove l'interruzione della gravidanza non e' consentita tranne in casi ''necessari'', come quando è in pericolo la salute della donna.

"Denunciando immensi labirinti di sofferenze. In Argentina – afferma la parlamentare Cecilia Merchan, tra i primi firmatari del progetto di legge per la depenalizzazione – si effettuano 500-700 mila aborti clandestini per anno. Ed esistono due realtà: o si hanno i soldi per pagare una clinica privata – in un business clandestino che muove miliardi di pesos all'anno – o si finisce per abortire in casa, spesso con pinze di metallo".

L'aborto è la prima causa di mortalità tra le donne incinte, almeno 100 all'anno. Ma è difficile avere statistiche sicure: ogni giorno si cerca di aggiornare il numero, raccogliendo le denunce. Muovendosi in questo labirinto che è fatto anche di traffico di donne per prostituzione, sfruttamento e commercio di organi.

Le pareti della sede dell'organizzazione la Casa del Encuentro di Buenos Aires sono piena di volti di giovani come quello di Otono Uriarte, 17 anni, sparita a Neuquen nel 2007, e ritrovata poco dopo morta, o di Florencia Pennachi, 23 anni, sequestrata a Buenos Aires nel 2005, dileguata nel nulla.

In Argentina negli ultimi due anni sono scomparse almeno 700 donne, rilevano gli esperti di Buenos Aires, ricordando poi i tanti casi di 'feminicidios', ovvero chi muore a causa di violenza da parte del coniuge o del fidanzato. Nel 2009 sono state uccise per questa ragione almeno 231 donne, nel primo semestre del 2010 i decessi sono aumentati del 30%. Nei primi sei mesi di quest'anno sono state assassinate 151 donne. Ma, affermano le organizzazioni, i numeri di questa tragica realtà sono probabilmente più grandi.

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Alessandro Avico