NEW DELHI, 15 LUG – L'intelligence indiana non aveva ricevuto alcuna informazione sull'attentato di Mumbai. ''Non possiamo parlare di fallimento dei servizi, perche' l'attacco potrebbe essere opera di piccoli gruppi operanti nella clandestinita' e che hanno scarsi contatti tra di loro'', ha detto ai giornalisti il ministro dell'Interno P.Chidambaram che si trova nella metropoli per coordinare le indagini. Il ministro non ha pero' indicato alcuna pista particolare.
Tra i sospetti della prima ora ci sono i militanti islamici estremisti degli Indian Mujahiddin, collegati ai fondamentalisti pachistani, interessati a creare tensione prima del vertice bilaterale indo-pakistano fissato il 26 luglio. Ma non e' esclusa anche la presenza della criminalita' organizzata, che domina un gigantesco racket a Mumbai con una vasta ramificazione di collusioni con la comunita' mussulmana, e che avrebbe voluto colpire in particolare i commercianti di oro e di diamanti di Opera House e Zaveri Bazar, dove sono stati piazzati due dei tre ordigni rudimentali (Ied) azionati con un timer.
A questo proposito, gli investigatori hanno escluso la presenza di un kamikaze, come ipotizzato dalla stampa indiana dopo il ritrovamento di fili elettrici addosso a una vittima.
