ROMA – Liberato dalla sentenza del Tribunale supremo brasiliano, che ha respinto le richieste italiane, Cesare Battisti, 56 anni, in fuga dalla giustizia italiana e poi anche francese sin dal 1981, anno della sua fuga dal carcere di Frosinone, ora trascorrerà la sua nuova vita insieme alla fidanzata ventiseienne Joice Lima, brasiliana, conosciuta a Copacabana prima della cattura.
Proprio la stessa Joice che l’ex terrorista dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, nel 2007 credeva una “spia” pagata dalla polizia francese, come disse nella telefonata diretta in Francia che venne intercettata nel marzo 2007 portando sua cattura. Ma Joice non era una spia, e lo dimostrò negli anni di carcere, andando a trovare il suo fidanzato a Brasilia quasi tutti i mercoledì, e partecipando alle manifestazioni in suo appoggio.
Ora i due vorrebbero andare a vivere definitivamente a Rio, dove Battisti, scrive Rocco Cotroneo sul Corriere della Sera, vorrebbe tornare a scrivere i gialli tradotti anche in portoghese e liberarsi dalla dipendenza degli antidepressivi che ha preso negli anni in cella.
E proprio un visto come scrittore è quello che Battisti intende chiedere al ministero del lavoro. La richiesta sarà esaminata dal Consiglio nazionale per l’emigrazione, organismo che concede i visti agli stranieri che si trovano in “situazione speciali”, e che la sua prima riunione è prevista per il 22 giugno prossimo.
Ma per Battisti il Brasile resterà comunque una grande prigione: se lascerà il paese correrà il rischio di essere catturato dall’Interpol, almeno fino alla prescrizione dei reati anche in Italia. Non gli resta che attendere che le proprie figlie, Valentina e Charlene, vengano a trovarlo dalla Francia.
