BRASILIA – Cesare Battisti ha raggiunto un record di prigione preventiva: quattro anni, due mesi e 20 giorni. E' quanto si commenta oggi in ambienti del governo brasiliano, alla vigilia dell'udienza plenaria del Supremo Tribunale Federale (Stf) di Brasilia che deciderà domani pomeriggio sulla sorte dell'ex militante rosso.
Battisti è stato arrestato a Rio de Janeiro il 18 marzo del 2007: erano quasi tre anni che lui si era rifugiato sotto falso nome in Brasile. Da allora è sempre stato detenuto a Brasilia, prima nella sovrintendenza della Polizia Federale, dove ha denunciato di essere stato picchiato, e poi nel penitenziario della Papuda.
''La prigione di Battisti in realtà non è preventiva ma obbligatoria – obbietta una fonte dei legali brasiliani del governo italiano nel processo di estradizione – La sua detenzione si deve al protrarsi degli atti, prima dell'ex ministro della Giustizia, Tarso Genro, poi dello stesso Stf, dell'avvocatura generale dello Stato, dell'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, e poi, per ultimo, del procuratore generale dello Stato, Roberto Gurgel, che hanno ritardato l'itergiuridico. Ma è stabilito dalla legge brasiliana che dovra' rimanere in carcere fino a quando si sarà concretizzato l'intero processo di estradizione''.
La difesa di Battisti ha visto rigettate, prima all'inizio dell'anno dal presidente del Stf, Cezar Peluso, e poi dal giudice relatore Gilmar Mendes, due istanze di scarcerazione dell'ex terrorista. Battisti è già stato condannato alla fine del 2009 in Brasile dal tribunale federale di Rio de Janeiro per essere entrato nel paese con passaporto falso. Ma la condanna a circa due anni di detenzione è stata commutata in servizi sociali in stato di libertà vigilata.
