Sei anni fa, proprio sotto Natale, il capo della sicurezza nazionale dell’amministrazione Bush, Tom Ridge, dichiarò che una “fonte credibile” aveva rivelato informazioni riguardanti un possibile nuovo attacco terroristico di al-Qaeda ai danni degli Stati Uniti.
La “fonte credibile” – rivela oggi il magazine “Playboy” – altri non era che Dennis Montgomery, un presunto inventore di software del Nevada, che riuscì a convincere un numero ristretto di 007 di aver fatto una clamorosa scoperta: la tv satellitare Al Jazeera trasmetteva dei messaggi segreti attraverso un codice a barre destinati a cellule in sonno di al-Qaeda residenti negli Stati Uniti. Messaggi che contenevano – sempre secondo questa versione – liste di voli internazionali diretti in America, nonché istruzioni su come colpire voli e aeroporti indicati come target.
Montgomery convinse un gruppo di agenti della Cia di aver realizzato un sistema in grado di sventare questa minaccia e a seguito delle sue rivelazioni – che furono trasmesse direttamente alla Casa Bianca – alla vigilia di Natale del 2003 gli Usa dichiararono lo stato di allerta e cancellarono numerosi voli della British Airways e di altre compagnie provenienti dall’Europa e diretti oltreoceano. Poi, da un giorno all’altro, della presunta minaccia non si seppe più niente.
Il perché, sempre secondo “Playboy”, fu che l’intelligence americano si rese conto di essere stato beffato da quell’accanito giocatore d’azzardo di 56 anni, che per la sua consulenza veniva pagato profumatamente dalla Cia. E che si serviva di quei soldi per saldare i propri debiti di gioco.
Se gli uomini di Bush all’inizio non furono affatto sorpresi di apprendere che al-Jazeera fosse coinvolta nei progetti terroristici – tanto che l’allora segretario della Difesa, Donald Rumsfeld, accusò l’emittente di una «viziosa, poco accurata e inaccettabile» ricostruzione dell’invasione americana dell’Iraq – pian piano qualche sospetto cominciò ad emergere.
Frances Townsend, consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Bush, ancora oggi difende la decisione di collaborare con Montgomery: «Quel che ci raccontava ci sembrava possibile e ci affidammo ad alcuni tecnici per sapere se davvero potesse essere plausibile».
I dubbi, però, prevalsero quando Montgomery si rifiutò di rivelare come trovasse i codici a barre (nessun altro ci riusciva) e quando chiese 100 milioni di dollari per cedere il software alla Cia. Gli 007 cominciarono a chiedersi, inoltre, come mai al-Qaida non usasse Internet e le e-mail per comunicare con i propri agenti.
