E’ uscita dal carcere Manuela Antonelli, la madre del bambino di otto anni conteso dai due genitori, lei italiana e lui americano. Era rinchiusa nel carcere romano di Rebibbia da giovedì , 28 gennaio,dopo che era stata arrestata perché ritenuta responsabile del reato di sequestro di persona, in esecuzione di un ordine di estradizione da parte degli Usa. “Ora voglio riprendere in mano la mia vita e non vedo l’ora di riabbracciare il mio bambino”, ha detto la donna all’uscita del carcere.
Stamani il presidente della quarta sezione penale della Corte d’appello di Roma ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati della donna, Francesco Caroleo Grimaldi e Antonella Tomassini.
Il motivo principale che ha portato alla scarcerazione della Antonelli è l’assenza del pericolo di fuga “in quanto la donna – spiega Grimaldi – non ha mai dato motivo di ritenere di volersi allontanare”.
Il bambino, che fino a ieri era stato nascosto dalla madre in un luogo segreto, era stato lasciato da qualcuno al commissariato di polizia Salario-Parioli. Ieri pomeriggio sotto la pioggia e con indosso uno zainetto, si era presentato, solo, ai poliziotti chiedendo di chiamare uno degli avvocati della madre, Antonella Tomassini, quest’ultima poi lo aveva accompagnato in Questura dove in serata lo zio materno, presso il quale il bambino è stato collocato dal Tribunale dei minori, è andato a prenderlo per portarlo a casa sua.
La madre, spiegano i suoi avvocati, ha comunque il diritto di vedere suo figlio come e quando vuole. Ora l’obiettivo dei difensori della donna è restituire il bambino a sua madre. Una perizia ordinata dai giudici del tribunale dei minori dovrà verificare quale sia l’interesse per il minore.
“Crediamo ovviamente – sottolinea Grimaldi – che per il bambino l’interesse è stare con la madre”.
