Blitz in Nigeria, Terzi: "Stop a liti sulla pelle degli italiani a rischio"

COPENAGHEN – Basta liti e polemiche sulla pelle degli italiani che rischiano la vita. Con tono secco e un'irritazione non ancora del tutto sopita – dopo il botta e risposta di ieri con il leghista Roberto Maroni che ne chiedeva le dimissioni – il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e' tornato a difendere ancora oggi l'operato del governo e della Farnesina dagli attacchi subiti dopo il fallito blitz anglo-nigeriano, finito con la morte di due ostaggi tra cui l'italiano Franco Lamolinara. E dalle accuse per la gestione di altri casi che vedono italiani in ''situazioni difficili'', come il sequestro di Rossella Urru o l'arresto dei maro' in India, mentre proprio ieri un altro ingegnere italiano, Renzo Galvagni, ha rischiato di essere rapito sempre in Nigeria: sequestro poi sventato dalla polizia locale.

Sulla vicenda nigeriana, Terzi ha ribadito di aver avuto nell'incontro di ieri a Copenaghen con il collega britannico William Hague ''piena rassicurazione'' che Londra fornira' ''un resoconto dettagliato minuto per minuto'' di quanto accaduto nel blitz di cui Roma non era stata avvertita, che servira' a fare chiarezza davanti al Parlamento e all'opinione pubblica italiana. Poi, dalla capitale danese, ha mandato un messaggio alla politica italiana: ''Alla Farnesina trattiamo questi casi con la profonda consapevolezza dei rischi che corrono i nostri connazionali. E non accettiamo che diventino un elemento delle quotidiane illazioni o diatribe che ogni tanto si sviluppano nel nostro Paese. Possono svilupparsi su altre cose – ha ammonito – ma non sulla pelle dei nostri connazionali in situazioni difficili''.

Come nel caso di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria, per il quale Terzi ha deplorato ''il rimbalzare immotivato delle notizie false'' circolate una settimana fa sul suo presunto rilascio, notizie ''probabilmente legate a un certo movimento in qualche campo del Sahara occidentale, ma con nessun collegamento''. ''Anche su questo – ha puntualizzato Terzi spiegando il silenzio della Farnesina in quelle ore – il mio ministero e' stato oggetto di una ridda di speculazioni e polemiche, semplicemente per il fatto che prima di fornire indicazioni abbiamo fatto cento accertamenti.

E tutti hanno dato la prova che la situazione non aveva avuto alcuno sviluppo''. Insomma – e' la tesi ribadita piu' volte dal ministro e dai suoi predecessori nei casi di sequestro – tanto rumore non aiuta. E non saranno le accuse di inazione, ha avvertito il capo della Farnesina, a fargli rivelare ''tutta l'azione che stiamo facendo in modo discreto con una serie di partner'' per riportare a casa i due maro'.

Anche oggi, dopo la piena fiducia ribadita ieri dal premier Mario Monti, il capo della diplomazia italiana ha di nuovo incassato il sostegno del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e di altri esponenti di Fli.

La salma di Lamolinara e' intanto rientrata in Italia, accolta all'aeroporto di Ciampino, insieme ai familiari, dal ministro della Difesa Giampaolo di Paola, dal sottosegretario agli Esteri Marta Dassu' e dall'ambasciatore britannico Christopher Prentice. Terzi, di ritorno da Copenaghen, e' atterrato poco dopo sulla stessa pista e si e' intrattenuto con il capo dell'Unita' di crisi, Claudio Taffuri, che aveva accompagnato il corpo dell'ingegnere piemontese nell'aereo che lo riportava a Roma. Il ministro ha quindi telefonato alla moglie di Lamolinara, Anna, per esprimerle personalmente il proprio cordoglio. Lunedi' ci saranno i funerali a Gattinara, cui partecipera' anche Terzi.

Published by
Daniela Lauria