Privacy a rischio per chi porta protesi, anche quelle più «delicate» come al seno o al pene. I body scanner, in procinto di essere installati negli aeroporti, evidenziano infatti oltre al contorno corporeo proprio l’eventuale presenza di protesi. Lo segnala la Sicpre, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.
«Le protesi in materiale sintetico per usi diversi – spiegano gli esperti – soprattutto estetici, si trovano poco sotto la pelle e hanno una densità che le differenzia dai tessuti naturali; di conseguenza sono visibili e riconoscibili. Per la precisione, le immagini del body scanner possono facilmente evidenziare la presenza di protesi al seno, protesi muscolari nei glutei o nelle gambe, agli zigomi o al volto, al pene».
In sostanza, sintetizzano i chirurghi, «le immagini prodotte dal body scanner rivelano inequivocabilmente che una persona ha delle protesi anche quando non vorrebbe farlo sapere. Per questo l’uso generalizzato di tali apparecchi comporta problemi di privacy dei quali il pubblico deve essere a conoscenza».
