LA PAZ, 16 AGO – A piedi o in sella ai muli, centinaia di indigeni, tra loro anche donne, bambini e anziani, sono in marcia dalla regione amazzonica boliviana fino alla capitale La Paz per impedire che una strada divida in due la principale riserva forestale del paese e in difesa dei ''diritti della Madre Terra'.
Il corteo e' partito ieri da Trinidad, capitale del dipartimento amazzonico di Beni, e gia' a mezzogiorno aveva percorso i primi 15 chilometri dei 580 che la colonna dovra' camminare per raggiungere la capitale. Il tempo stimato per la marcia di protesta e' di una trentina di giorni.
Le comunita' indigene si oppongono al progetto di una strada di 366 chilometri tra Villa Tunari (Cochabamba) e San Ignazio di Moxos (Beni) che dovrebbe attraversare il parco nazionale Isoboro Secure, nel centro del paese, principale riserva forestale e di acqua dolce. La realizzazione della strada porterebbe, tra l'altro, alla distruzione di un'ampia superficie di foresta.
Il parco e' un territorio ancestrale delle nazioni di Chiman, Yuracare', e Moxos, riconosciuto legalmente nel 1990. E la Costituzione del paese impone che tutti i progetti che coinvolgono i territori indigeni siano discussi con le comunita' che vi abitano. Tuttavia, anche se il governo ha annunciato la convocazione di una consultazione, il presidente Evo Morales ha gia' affermato che la strada sara' costruita ''malgrado e contro tutti''.
Nel parco nazionale Isiboro Secure, che si estende per 1,2 milioni di ettari, abitano 64 comunita' indigene, il 30% dei mammiferi di tutta la Bolivia il 34% del totale nazionale dell'aviofauna, piu' del 40% di rettili e 188 diverse specie di pesci nelle sue 170 lagune.