SAN PAOLO, 14 AGO – L'ex terrorista rosso Cesare Battisti ha passato i primi giorni di ferie al mare mentre prepara il libro sulla sua esperienza nel carcere di Papuda, a Brasilia. Lo rivela oggi la rivista brasiliana 'Piaui''', al quale l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo ha dato una serie di dichiarazioni, le prime sulla stampa brasiliana da quando e' stato rilasciato, due mesi fa.
Battisti racconta di aver passato qualche giorno ''su una spiaggia al sud di Rio'', alternando lunghe camminate sulla spiaggia (nonostante il freddo e la pioggia dell'inverno australe) al lavoro di preparazione del libro. Battisti specifica che comprava e cucinava personalmente del pesce ai pescatori in riva al mare.
Alla rivista, Battisti racconta: 'Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi e' piaciuto stare''.
A proposito della sua latitanza Cesare Battisti ha dichiarato di non aver ammazzato nessuno, e di essere finito in una disputa politica: ''Sono finito stritolato in mezzo alla disputa tra forze politiche italiane con le quali non avevo niente a che vedere – ha detto Battisti -. Io non ho ferito e non ho ammazzato nessuno. Tarso Genro (l'allora ministro della Giustiza del governo Lula, ndr) esamino' il mio caso, ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le sue posizioni contro le pressioni potenti che gli franarono addosso''.
''Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo – ha detto alla rivista una militante membro del comitato brasiliano per la liberazione di Battisti – perche' il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi".
"Con Cesare ci sentiamo via internet – ha aggiunto il militante – e lo prendo in giro dicendo che adesso non si puo' lamentare della vita che fa, altro che la cella a Papuda, ma lui e' molto concentrato sul lancio del libro''.
