Brasile. Niente elezioni per i politici condannati

RIO DE JANEIRO – D'ora in poi, i politici brasiliani verso i quali e' stata emessa una sentenza di condanna non potranno piu' essere candidati alle elezioni. Lo ha stabilito il Supremo tribunale federale (Stf, la Corte costituzionale brasiliana) ammettendo, dopo quasi due anni dalla sua promulgazione, la costituzionalita' della legge cosiddetta della 'Ficha limpa' (Fedina pulita).

La decisione – presa dal Stf per 7 voti a 4 al termine di una lunga sessione terminata la notte scorsa – vale gia' a partire dalle prossime amministrative, in calendario il 7 ottobre in Brasile, che dovranno assegnare posti considerati chiave dall'attuale governo, come quello a sindaco di San Paolo.

Il progetto 'Ficha limpa' e' nato su iniziativa popolare come forma di reazione alla cultura di impunita' e corruzione strisciante nel Paese. Per renderlo valido sono state raccolte un milione e 300mila firme, che sono poi state depositate a Brasilia il 29 settembre del 2009.

La legge e' quindi stata approvata dal parlamento brasiliano e promulgata dall'allora presidente Luiz Inacio Lula da Silva il 4 giugno del 2010, ma per la sua effettiva entrata in vigore era necessario un pronunciamento della piu' alta Corte di giustizia brasiliana, che ne sancisse la costituzionalita'.

In base alla normativa, che si applica a politici giudicati da un tribunale collegiale, e' ineleggibile, per otto anni a partire dall'applicazione della pena, il politico condannato per una serie di reati tra i quali crimini elettorali, riciclaggio di denaro, occultamento di beni e improbita' amministrativa.

Per il presidente del Tribunale superiore elettorale (Tse), Ricardo Lewandowski, la decisione del Stf crea un ''filtro'' anti-corruzione nella politica brasiliana.

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