RIO DE JANEIRO – ''Qui abita un torturatore''. E' polemica in Brasile per scritte di questo tipo apparse davanti alle case di presunti ex torturatori ai tempi della dittatura (1964-1985). Militari e poliziotti in pensione, accusati di aver partecipato all'epoca ad atti di tortura e altri abusi, sono entrati nel mirino degli integranti del 'Levante popular da juventude', un movimento composto prevalentemente da giovani nato sei anni fa nello Stato del Rio Grande do Sul e oggi con rappresentanti anche nel resto del Paese sudamericano.
Durante tutta la giornata di ieri, i manifestanti si sono riuniti in sei differenti citta' brasiliane esibendo striscioni di protesta e scrivendo frasi ad effetto con lo spray davanti agli indirizzi residenziali di presunti ex esponenti del regime, ottenuti grazie alle pubblicazioni dei processi in corso, libri e testimonianze dei familiari di oppositori della dittatura.
Le manifestazioni si sono svolte contemporaneamente a Belo Horizonte, San Paolo, Porto Alegre, Fortaleza, Belem e Aracaju e devono continuare nel corso dell'anno.
Nei mesi scorsi, il Parlamento brasiliano ha approvato la creazione di una Commissione della verita', che dovra' indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la dittatura, ma la cui composizione e funzionamento continua a suscitare critiche, soprattutto da parte dei vertici militari.