ROMA, 21 LUG – Negli ultimi anni avevano negato l'accesso agli enti umanitari nelle zone sotto il loro controllo, ma adesso la carestia nel paese obbliga gli Shabaab, gli estremisti islamici somali, ad una nuova strategia.
Qualche giorno fa era stato l'Unicef che aveva iniziato ad inviare cibo e medicinali nelle zone controllate direttamente dai miliziani legati ad Al Qaida, oggi si e' mosso il Programma alimentare mondiale (Pam) annunciando per i prossimi giorni l'avvio di un ponte aereo di aiuto per Mogadiscio.
Ieri le Nazioni Unite hanno dichiarato ufficialmente lo stato di carestia in due regioni del sud del Paese del Corno d'Africa, e nei prossimi giorni questa emergenza sara' al centro di un vertice della Fao a Roma.
''Si tratta di scegliere tra la vita e la morte – afferma da Mogadiscio il direttore esecutivo del Pam, Josette Sheeran – qui in Somalia il Pam comincera' a giorni a trasportare per via aerea, a Mogadiscio, rifornimenti vitali di cibo nutriente per i bambini che ne hanno un disperato bisogno''. Sheeran parla di situazione ''critica'' descrivendo il caso di una donna, accolta in uno dei centri nutrizionali Onu nella capitale somala, che aveva perso i propri figli nella lunga traversata a piedi, in cerca di cibo, dalle aree dove c'e' la carestia.
''Stiamo raggiungendo 1,5 milioni di persone in Somalia ora – prosegue la responsabile dell'agenzia Onu – e il Pam sta intensificando la propria azione per raggiungere altri 2,2 milioni di persone nel sud del Paese, precedentemente inaccessibile'', afferma Sheeran giudicando ''con favore''l'apertura degli Shabaab sull'accesso degli aiuti umanitari al sud.
Nel gennaio del 2010 il Programma Alimentare Mondiale aveva sospeso i suoi interventi nelle zone del paese sotto il controllo degli Shabaab a causa delle continue minacce e della mancanza di sicurezza. E altre agenzie internazionali sono pronte a inviare aiuti, cibo e medicinali, a condizione che arrivino direttamente alla popolazione colpita e non vengano prese dagli stessi integralisti.
Stando alla Caritas in tutta l'Africa orientale sale il numero delle persone colpite dalla carestia che tocca quota undici milioni e 300.000 persone. Da Monsignor Giorgio Bertin, dal 2001 vescovo di Gibuti e amministratore apostolico della diocesi di Mogadiscio, giunge l'appello a restaurare urgentemente lo Stato somalo, da anni. Un vuoto, spiega il vescovo, che ha lasciato campo libero a ''elementi fanaticizzati'', che tra i suoi obiettivi primari persegue l'introduzione della Sharia nel sistema legislativo.
Da stanotte e' attivo il numero solidale 45500 di Agire, il network di ong italiane per le emergenze, a favore del Corno d'Africa, tramite il quale si potranno donare due euro inviando un sms o chiamando da reti fisse.
Lunedi' prossimo gli occhi sono tutti puntati sul vertice Fao dedicato all'emergenza siccita' nel Corno d'Africa, un'iniziativa annunciata giorni fa dalla Francia in qualita' di presidente di turno del G20.
