Cesare Battisti e la sua nuova vita a Sao Paulo

SAO PAULO, 10 GIU – ''Non voglio che questi momenti siano visti come la celebrazione di un trionfo: e' necessario rispettare le istituzioni e le famiglie'' delle vittime. Dopo quasi 48 ore dall'uscita dal carcere di Papuda, arrivano le prime parole di Cesare Battisti 'libero', intercettate dal giornale brasiliano ''Estado de S.Paulo'' mentre da Brasilia volava verso San Paolo.

Una citta', quest'ultima, che l'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, avrebbe scelto come sua nuova 'casa'. Dove vivere, riposarsi ma soprattutto dove scrivere i suoi libri. Nel suo futuro ci sarebbe infatti una vita da 'scrittore'.

Almeno da quanto trapela dalle informazioni passate all'ANSA dal suo legale, Luiz Eduardo Greenhalgh, che l'ha condotto ieri, con un aereo di linea, nella capitale paulista di nascosto dai giornalisti e dai fotografi che gli stavano dando la caccia.

Un lavoro quello dello scrittore che ha deciso di riprendere subito: ''Battisti e' ripartito oggi. Questo fine settimana e' andato in vacanza a casa di un amico – ha riferito Greenhalgh dal suo studio del centro di San Paolo, visitato ieri pomeriggio dall'ex terrorista rosso – No, non e' andato alla spiaggia. Ma non diro' dov'e'. So che in questi giorni fara' l'ultima rilettura del suo prossimo libro''.

Nella scelta che si prospettava a Battisti di trovare casa tra San Paolo, Brasilia (dove ha molti sostenitori anche fra i parlamentari del congresso) o a Rio de Janeiro dove ha gia' vissuto prima di essere arrestato a Copacabana nel 2007, l'ex membro dei Pac, avrebbe optato cosi' per la metropoli piu' italiana del mondo: San Paolo, con i suoi oltre sei milioni di oriundi dell'emigrazione dalla penisola, ''e' anche la sede della sua casa editrice Martin Fontes che sta lanciando il suo ultimo libro, 'Ao pe' do muro' (Ai piedi del muro)'', ha aggiunto Greenhalgh.

''Cesare non era ne' euforico ne' triste – ha riferito il suo avvocato sul trasferimento ieri da Brasilia – Bisogna considerare che sono stati quasi quattro anni e tre mesi di prigione preventiva: il piu' lungo periodo mai trascorso in carcere preventivo per qualcuno in attesa di estradizione''.

Battisti e i suoi legali non hanno ritenuto prudente in questo momento parlare con la stampa temendo ripercussioni negative, specie in Italia, e' stato spiegato intanto da chi gli e' vicino.

''L'Italia ha esagerato molto con Battisti – si accalora Greenhalg – e ha commesso un'offesa nei confronti del Brasile. Hanno trattato molto differentemente il Brasile dalla Francia, che non ha estradato Marina Petrella delle Brigate Rosse. Le autorita' italiane contro il Brasile hanno agito come tigri: contro la Francia invece come gattini''.

Battisti si e' dileguato prima dell'alba di ieri dall'Hotel Manhattan Plaza di Brasilia dove era rimasto poche ore con la fidanzata Joice Lima. ''Abbiamo preso un aereo della Tam di prima mattina per San Paolo – ha raccontato Greenhalgh – Dal momento che non aveva alcun documento, io mi sono fatto responsabile, garante della sua identita' davanti alle autorita' brasiliane''.

Sono arrivati a San Paolo in una gelida mattinata di autunno con i termometri che segnavano 9 gradi: ''Quando siamo giunti all'aeroporto centrale di Congonhas siamo andati subito a casa mia nel quartiere di Higienopolis, dove Battisti ha fatto un bagno e ha pranzato. Poi siamo andati nel mio studio nel centro di San Paolo, ed e' rimasto molto impressionato da alcune foto ricordo che ho appese li': in particolare da quella di Lula con il martire dell'Amazzonia, Chico Mendes''.

Battisti ha scherzato sulla bonta' del suo primo pranzo dopo anni di rancio del carcere: ''Ha osservato che il menu', insalata, riso e broccoli, e carne con sugo, era fantastico'', ha concluso Greenhalgh. E ha usato un detto dei carcerati, dicendo che si trattava di una 'xepa' (tipica zuppa brasiliana) eccellente''.

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