Un affare disastroso, quello che la Chiesa Anglicana concluse nel 2006, partecipando all’acquisto di due complessi residenziali a New York e che oggi finisce con una perdita di 40 milioni di sterline.
Nel momento di picco del boom del mercato immobiliare americano, i due complessi residenziali Stuyvesant Town e Peter Cooper Village, nella parte est dei New York, furono venduti a 5,4 miliardi di dollari.
Nell’affare, gestito da un consorzio guidato da Tishman Speyer, società di investimenti newyorchese, e dal gruppo BlackRock, entrò anche la Chiesa Anglicana nel 2007, con un investimento pari al 4% del totale.
All’epoca l’affare fu definito il più costoso mai concluso nel settore immobiliare americano.
Un prezzo esorbitante che rispecchiava il boom del settore all’epoca, ma che non corrisponde alle valutazioni odierne che soffrono della crisi finanziaria mondiale: secondo gli esperti infatti oggi il prezzo arriverebbe al massimo a 2 miliardi di dollari.
Dopo mesi di dure lotte per ripagare i prestiti, Tishman fa sapere oggi di non essere in grado di estinguere i debiti e di dover cedere i complessi residenziali agli investitori per evitare la bancarotta.
«Una lezione sugli investimenti e sulla crisi finanziaria in generale», dice un portavoce della Chiesa Anglicana, secondo cui non si sarebbe dovuto affidare una cifra così alta a un unico investimento.
