New York. Per fare spazio a un grattacielo chiude la storica libreria Rizzoli

La libreria Rizzoli a Manhattan

USA, NEW YORK – Se ne va una delle istituzioni culturali di New York: chiude la storica sede della libreria Rizzoli nel cuore Manhattan, nella palazzina al numero 31 della 57 esima Strada, tra la Quinta e la Sesta Avenue. La colpa questa volta non è della crisi, come per la vendita dell’iconica sede di Via Solferino a Milano, ma la conseguenza di un problema che molti newyorkesi conoscono bene, ossia l’espansione del mercato immobiliare a cinque stelle. La “townhouse”, cioè la casa antica che da quasi trent’anni ospitava la libreria, infatti, verrà demolita e al suo posto sorgerà un grattacielo.

Il Rizzoli Bookstore è stato aperto nel 1964 da Angelo Rizzoli al 712 della Quinta Avenue, poi, a metà degli anni Ottanta, c’è stato il trasloco nella palazzina di sei piani sulla 57/ma Strada. La decisione dei proprietari della sede, la famiglia LeFrak e Vornado Realty Trust, di vendere l’edificio costruito quasi un secolo fa per fare spazio all’ennesimo gigante di lusso ha scatenato numerose polemiche e manifestazioni. L’ultima  quando gli appassionati si sono dati appuntamento davanti alla ‘townhouse’, tenendo alti cartelli con scritto “non vendiamo la nostra città”.

Contro la demolizione è stata anche indetta una petizione, che ha raccolto oltre 16 mila firme. Un addetto del negozio, il quale ha chiesto di restare anonimo, ha confermato che ci sono state molte manifestazioni di solidarietà: “Sono venuti in tanti – ha raccontato – questo posto è un’istituzione e la gente ha voluto dimostrare il proprio affetto”.

Mentre il New York Times, alla notizia della chiusura, ha ricordato con un velo di nostalgia “un luogo che col suo fascino di Vecchio Mondo, con gli enormi lampadari e le grandi finestre era uno dei preferiti degli amanti dei libri”. Già nei primi anni la libreria importava  via aerea copie del Corriere della Sera, che arrivavano intorno alle tre del pomeriggio, e i giornalisti italiani corrispondenti a New York facevano a gara per averne una.

Oggi il futuro della libreria italiana amata da autori e registi – Woody Allen ci girò una scena di “Manhattan” nel 1979, Robert De Niro e Meryl Streep ci si innamorarono cinque anni dopo in “Falling in Love” – è estremamente incerto, anche se gli addetti ai lavori sperano di trovare presto una nuova sede.

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lgermini