Cile: i 'mineros' battono cassa,chiesto risarcimento a Stato

SANTIAGO DEL CILE, 16 LUG – A quasi un anno dallo spettacolare salvataggio dei 33 minatori cileni che hanno trascorso oltre due mesi intrappolati nel giacimento di San Jose', in Cile si torna a parlare de ''los 33''. Trentuno di loro hanno fatto causa allo Stato per danni morali e negligenza, chiedendo un risarcimento 'pesante': circa 16,7 milioni di dollari.

Ovvero, sottolineano in queste ore i media locali, un indennizzo pari a circa 540 mila dollari a testa. 'Los 31' sostengono infatti che il Servizio nazionale di geologia e mineralogia cileno e' stato negligente nelle attivita' di ispezione per la messa in sicurezza della miniera, non sospendendo lo sfruttamento del giacimento.

La causa e' stata presentata contro lo Stato ma i querelanti attendono che la Procura si esprima in merito alla possibilita' di citare in giudizio anche Alejandro Bohn e Marcelo Kemeny, proprietari della societa' che gestiva la miniera teatro dell'incredibile vicenda della 'mina de San Jose', in pieno deserto dell'Atacama, non lontano dalla citta' di Copiapo'.

''Vogliano solo che si sappia quello che e' accaduto nelle viscere della miniera'', ha dichiarato alla stampa locale Luis Urzua, il caposquadra dei minatori.

L'operazione di salvataggio dei 33 e' stato il fenomeno mediatico del 2010 ed e' costato allo Stato cileno circa 20 milioni di dollari. Nella notte dello scorso 13 ottobre, immortalati dalle telecamere di tutto il mondo, i minatori sono lentamente usciti uno a uno dalle viscere della terra, a oltre 700 metri di profondita', trasportati all'interno della capsula 'Phoenix'.

Il giacimento di San Jose' e' stato chiuso pochi giorni dopo la fine del salvataggio e rimane sigillato, nell'attesa che i proprietari estinguano il debito contratto con lo Stato cileno per le operazioni di salvataggio.

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Emiliano Condò