Cina. Aumentano i controlli della polizia alla vigila del 22° anniversario della strage di Tiananmen

PECHINO, 03 GIU – Aumentati i controlli di polizia a Pechino e Shanghai in occasione del ventiduesimo anniversario, domani, della strage di Tiananmen. Organizzazioni non governative che si battono per i diritti umani hanno denunciato che alcuni dissidenti e avvocati sono stati convocati dalla polizia per accertamenti, mentre e' piu' numerosa la presenza degli agenti sulla piazza di Pechino teatro della strage.

Oggi pomeriggio la polizia ha disperso a Shanghai alcuni ragazzi vestiti di bianco, il colore del lutto in Cina, che cercavano di riunirsi in un parco. Non si hanno notizie di altre manifestazioni e anche il web e' particolarmente controllato. In questi giorni la velocita' dei collegamenti internet e' particolarmente bassa e molte Vpn, i programmi che permettono (fingendo di collegarsi dall'estero) di sfuggire alla censura della 'grande muraglia di fuoco' dell'amministrazione cinese, non funzionano. A singhiozzo anche le ricerche su Google e la possibilita' di accedere a Gmail.

Per domani sono attese manifestazioni a Hong Kong ma sono possibili anche iniziative in Cina, dal momento che attraverso la rete in ogni caso si riesce a comunicare e il network dei 'resistenti', gli stessi che si sono mobilitati a febbraio per la 'rivoluzione dei gelsomini' sta diffondendo notizie e inviti a unirsi per manifestare anche silenziosamente.

Nei giorni scorsi, l'associazione dei familiari delle vittime, le Madri di Tiananmen, ha diffuso il proprio annuale messaggio, annunciando che alcuni poliziotti hanno incontrato i familiari di una vittima per offrire una ricompensa. Ma l'associazione ribadisce la volonta' di volere giustizia, di volere la verita' soprattutto sul numero delle vittime e la possibilita', ancora negata, di poter andare al cimitero senza i controlli della polizia.

Nel 1989 migliaia di studenti occuparono la piazza per quasi due mesi, facendone il centro di un movimento a favore della democrazia che si estese a tutto il Paese. L'Esercito popolare di liberazione (Pla) fu chiamato dall'allora leader supremo cinese Deng Xiaoping a sgombrare la piazza. Centinaia di cittadini cercarono di fermare i convogli militari e i carri armati che si avvicinavano alla piazza e nel corso della notte furono uccise centinaia, forse migliaia di persone.

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