
CINA, PECHINO -L’ economista uighuro Ilam Tohti ha dato vita ad uno sciopero della fame nella prigione nella quale e’ detenuto da gennaio nel nordovest della Cina. In seguito, gli e’ stato negato il cibo per dieci giorni e ora il suo stato di salute e’ estremamente precario. Lo ha denunciato Li Fangping, l’ avvocato che difende Tohti che lo ha visitato ieri.
Li ha precisato che l’ intellettuale uighuro, che e’ stato accusato di “separatismo”, ha iniziato la sua protesta il 16 gennaio, chiedendo cibo “halal”, cioe’ cucinato in modo da rispettare le credenze religiose dei musulmani.
Tohti, che prima di essere arrestato insegnava all’ Universita’ delle minoranze di Pechino, ha promosso con discorsi e scritti il dialogo tra gli uighuri, musulmani e turcofoni, e la maggioranza etnica, i cinesi “han”.
Lo sciopero si e’ concluso dopo dieci giorni con un compromesso: la direzione del carcere si e’ rifiutata di cucinare cibo apposta per Tohti ma ha accettato di fornirgli semplici pasti a base di pane e uova. Dal primo marzo, ha affermato l’ avvocato, la direzione ha smesso di inviargli cibo. Tohti sopravvive bevendo acqua ed e’ dimagrito di 16 chili, ha aggiunto Li.
