L’esplosione di grisù è avvenuta a una decina di chilometri dalla città di Hegang, nella provincia nordorientale di Heilongjiang, al confine con la Russia. Nella miniera c’erano 528 persone al lavoro, ma più di 400 sono riuscite a mettersi in salvo. Lo scoppio è stato così violento che ha scosso l’area circostante, facendo crollare alcuni edifici vicino all’imbocco. Alcuni dei sopravvissuti sono svenuti per qualche tempo. In ospedale sono stati ricoverati 29 feriti, sei dei quali in gravi condizioni. Sul posto operano 156 soccorritori, per recuperare i minatori intrappolati. Il vicepremier Zhang Dejiang si sta recando sul sito dell’incidente e il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno dato istruzioni per le operazioni di soccorso. Un segnale della preoccupazione ufficiale per l’ultimo di una lunga serie di disastri minerari. La miniera, di proprietà del gruppo pubblico Heilongjiang Longmay Mining, con sede a Harbin, capitale della provincia, è la prima impresa del settore del Nordest della Cina e produce 12 milioni di tonnellate di carbone all’anno. Gli incidenti sono frequenti nelle miniere cinesi, in particolare in quelle di carbone, dove oltre 3.200 operai sono morti lo scorso anno, secondo le statistiche ufficiali.