SHANGHAI, 26 AGO – Gruppi di dissidenti cinesi protestano per la candidatura al premio Nobel per l'Economia del connazionale Justin Hifun Lin, che considerano un servitore del Partito comunista che ignora i diritti umani e le esigenze della gente comune.
Attraverso una email spedita alla fondazione americana Laogai, che nel mondo lotta per la tutela dei diritti umani in Cina, un nutrito numero di dissidenti e attivisti sociali hanno chiesto con forza ai paesi occidentali di non concedere il Nobel a Lin.
Membro del Partito Comunista e disertore dell'esercito di Taiwan, Justin Hifun Lin è diventato negli anni un importante economista, tanto da essere oggi economista capo e vice presidente anziano alla Banca Mondiale. Secondo i dissidenti e gli attivisti cinesi, Lin in realtà avrebbe raggiunto posti di livello più che altro per essere un fedele servitore del partito.
I suoi sostenitori invece evidenziano come si tratti di un grande esperto mondiale di economia, che ha ricevuto anche titoli e premi all'estero. Lin, nei suoi studi, si occupa prevalentemente di sviluppo sostenibile e di crescita economica. Ma, dicono i dissidenti che vorrebbero boicottare la sua candidatura al Nobel, non parla mai di diritti umani, di libertà di espressione o religiosa, di cambiamenti sociali.
Nella loro lettera, i dissidenti concludono evidenziando come Lin voglia solo esportare il modello cinese, senza tutelare la proprietà delle case della gente comune, senza dare lavoro alle giovani generazioni, senza occuparsi delle masse dei poveri.