PECHINO – Lo scrittore cinese Yu Jie, fuggito negli Usa con la sua famiglia la scorsa settimana, ha denunciato di essere stato torturato e di aver rischiato di morire nel 2010.
In dichiarazioni riprese oggi con risalto dalla stampa di Hong Kong lo scrittore afferma di essere stato fermato dalla polizia nell’ottobre del 2010, subito dopo l’ annuncio che il premio Nobel per la pace era stato assegnato all’ intellettuale Liu Xiaobo, al quale e’ legato da una stretta amicizia. Liu sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per sovversione.
Yu Jie ha affermato di essere stato preso a calci, spogliato e picchiato fino a perdere conoscenza. In seguito e’ stato trasferito in un grande ospedale di Pechino, dal quale e’ stato dimesso nel dicembre dello stesso anno dopo aver firmato una dichiarazione nella quale si impegnava a non diffondere i suoi libri in Cina e a non parlare con la stampa straniera.
In questi anni, ha detto lo scrittore, ”gli arresti domiciliari illegali, la tortura, l’ intimidazione, sono diventati parte della mia vita quotidiana”. Yu Jie, 38 anni, un protestante, ha scritto una serie di saggi critici del regime a partito unico pubblicati ad Hong Kong e diffusi clandestinamente in Cina. Il suo ultimo libro e’ una biografia critica del premier Wen Jiabao, intitolato : ”Wen Jiabao, il miglior attore cinese”.
