PECHINO – Le autorità della città di Dalian, nel nord est della Cina, hanno ordinato la chiusura immediata di una fabbrica chimica dopo che migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere lo spostamento della fabbrica per paura di intossicazioni. Lo scrive l'agenzia Nuova Cina.
La settimana scorsa, a seguito del passaggio del tifone Muifa, si creo' una breccia, aperta dalle forze delle onde, in uno degli argini che proteggono gli impianti della Fujia Group, un'azienda chimica. I lavoratori e i militari riuscirono a bloccare la fuoriuscita di materiale chimico, ma è rimasta la paura.
L'impianto produce il paraxilene, un materiale cancerogeno usato nella fabbricazione del poliestere e di alcune fibre sintetiche. Urlando slogan per chiedere che la Fujia venga spostata al di fuori della città, i manifestanti si sono scontrati con la polizia, anche se l'agenzia di stampa cinese non riporta notizie di feriti. Per strada soprattutto giovani che hanno cantato l'inno nazionale e mostrato cartelli chiedendo di poter vivere in un ambiente pulito.
Diverse zone di Dalian sono state chiuse al traffico. La protesta è cominciata in mattinata dinanzi agli uffici municipali con un sit-in silenzioso. Da allora, ai pochi manifestanti se ne sono aggiunti molti altri che non sono ancora stati dispersi. Il segretario cittadino del partito comunista e il sindaco della città hanno parlato con rappresentati dei manifestanti promettendo lo spostamento della fabbrica fuori dai confini cittadini. Ma la cosa non ha convinto i manifestanti che chiedono un impegno scritto con tanto di tempi di realizzazione.
Una protesta simile si era registrata nella città meridionale di Xiamen nel 2007, quando fu chiesto lo spostamento di una fabbrica chimica taiwanese.
