SHANGHAI, 13 AGO – Un prigioniero politico di 25 anni e' morto a causa delle percosse subite dalla polizia cinese durante la sua detenzione. Lo riferisce il sito del Governo tibetano in esilio. Thinley, questo il nome del giovane deceduto, era stato arrestato a Karze, nella zona orientale del Tibet, nell'aprile del 2009 per la sua partecipazione pacifica alle proteste pro Tibet. Solo poco tempo fa, a causa delle sue pessime condizioni di salute e dei numerosi danni anche cerebrali derivati dalle torture subite in carcere, la polizia lo aveva rimandato a casa.
Intanto il sito di Radio Free Asia denuncia il perdurare delle torture subite dai tibetani in carcere. Secondo Rfa molti dei 40-50 tibetani arrestati di recente proprio a Karze, nella prefettura autonoma tibetana, hanno riportato bruciature sulla pelle, segni di percosse ricevute dalle autorita' cinesi. ''Almeno 17 di questi – ha dichiarato Lobsang Gonpo, un monaco tibetano – sono stati poi rilasciati un paio di giorni fa, ma erano in pessime condizioni di salute''. Karze negli ultimi mesi e' stata teatro di ripetute proteste sia da parte di singoli individui che di piccoli gruppi, nonostante la repressione delle autorita' cinesi.
