Cina: tutti i dubbi su liberazione Ai Weiwei

PECHINO, 23 GIU – Soddisfazione ma anche molti dubbi in Cina e all' estero per la liberazione a sorpresa di Ai Weiwei, l'artista dissidente rilasciato ieri su cauzione dopo aver trascorso oltre due mesi in prigione. Oggi l'artista e' rimasto per la maggior parte del tempo nella sua abitazione-studio alla periferia di Pechino, dove sono stati fatti entrare solo familiari e amici personali.

Fuori dal cancello stazionano in permanenza qualche decina di giornalisti, fotografi e cameramen, che non l'hanno visto quando e' brevemente uscito da una porta secondaria. In una breve dichiarazione Ai Weiwei ha ha affermato di essere ''felice'' di essere tornato a casa e ha spiegato di non poter concedere interviste perche' il silenzio stampa e' una delle condizioni in base alla quale gli e' stata concessa la liberta' su cauzione. Contrariamente a quanto avviene di solito in Cina in occasioni analoghe, la polizia non era visibile e ai reporter presenti non sono stati chiesti i documenti di identificazione. La notizia della liberazione di Ai Weiwei e' venuta poco dopo quella dell' arresto dell' avvocato democratico Xu Zhiyong, cosa che ha rafforzato i dubbi sui motivi che hanno spinto le autorita' cinesi a rilasciare l' artista e sulla sua attuale condizione. Ai Weiwei, 54 anni, e' stato accusato di una ''massiccia'' evasione fiscale e rilasciato su cauzione, una misura presa dalle autorita' di polizia che non hanno accusato formalmente l'artista di alcun reato, ne' hanno formalizzato l' arresto, un passo che avrebbe richiesto l' intervento della magistratura. Secondo Jerome Cohen, forse il maggior esperto vivente di legge cinese, il meccanismo chiamato in mandarino ''qubao houshen'' (letteralmente ''ottenere una garanzia in attesa del processo'') e' ''una tecnica usata dalle autorita' di pubblica sicurezza come strumento per salvare la faccia mettendo fine a casi controversi che ritengono non opportuno perseguire''. Il portavoce governativo Hong Lei, rispondendo alle domande dei giornalisti in una conferenza stampa a Pechino, ha sostenuto che tutto il processo – l' arresto, la detenzione, e ora la residenza sorvegliata – sono conformi alla legge cinese. Il portavoce non ha chiarito se ''residenza sorvegliata'' significhi che non puo' lasciare Pechino o la sua abitazione.

Qualcuno ha legato la precipitosa liberazione dell' artista alla prossima visita del premier Wen Jiabao in Gran Bretagna, Germania e Ungheria. I governi di Londra e di Berlino sono stati tra i piu' insistenti nel chiedere la liberazione di Ai Weiwei. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha espresso soddisfazione per il rilascio dell' artista ma ha aggiunto che si tratta di un ''primo passo''. Le accuse contro l' artista, ha sottolineato, devono essere esaminate ''in modo trasparente e rispettoso della legge''. Un periodico tedesco, Der Spiegel, ha ricordato che Ai Weiwei ''…con la sua caratteristica barba lunga incolta'' ha nel mondo un ''profilo'' alto come nessun' altro intellettuale cinese e che il suo ''arresto arbitrario potrebbe aver danneggiato la reputazione del governo cinese anche piu' degli 11 anni di prigione inflitti a Liu Xiaobo, il professore di filosofia che ha ricevuto il premio Nobel per la pace 2010''. L' artista britannico Anish Kapoor ha affermato di essere contento per la liberazione di Ai Weiwei ma ha aggiunto di pensare che ''…gli artisti non debbano presentare le loro opere in Cina fino a quando la situazione non sara' stata risolta''.

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Emiliano Condò