PECHINO, 27 AGO – Il governo cinese sta progettando di cambiare il suo codice penale in modo da rendere legali le ''scomparse'' di dissidenti, un sistema di repressione largamente usato a partire dall'anno scorso.
Gli emendamenti proposti alla legge che prevede l'istituto della ''residenza sorvegliata'', una variante degli arresti domiciliari, permetterebbero alla polizia di detenere per sei mesi i sospetti in località di sua scelta senza l'obbligo di avvertire le loro famiglie.
Di fatto questo è quello che è successo nei mesi scorsi a decine di attivisti per i diritti umani e di dissidenti, il più noto dei quali è l'artista Ai Weiwei, detenuto per tre mesi prima di essere rilasciato alla fine di giugno. Lo ''scomparso'' di più antica data è l'avvocato Gao Zhisheng, del quale si sono perse le tracce da oltre un anno.
A partire da febbraio, quando le autorità hanno moltiplicato le misure repressive per timore di un contagio sulla popolazione cinese delle cosiddette ''primavere arabe'', alcuni dei dissidenti più in vista, tra cui l'avvocato Teng Biao e lo scrittore Yu Jie, sono ''scomparsi'' per mesi, durante i quali sono stati interrogati e intimiditi.
Nicholas Bequelin, ricercatore di Human Rights Watch esperto della Cina, afferma che gli emendamenti, se saranno tradotti in legge, indicherebbero una ''preoccupante espansione dei poteri della polizia'' e confermerebbero ''l'evidente crescita del ruolo dell'apparato di sicurezza'' cinese che, a suo avviso, si è verificato negli ultimi anni.
Bequelin sottolinea che gli emendamenti sono in contraddizione con gli obblighi che la Cina ha assunto firmando la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Pechino ha sottoscritto la Convenzione nel 1998, ma l'Assemblea Nazionale del Popolo, equivalente di un Parlamento occidentale, non ha ancora ratificato l'adesione.
Human Rights Watch, gruppo umanitario basato a New York, ha sottolineato in un rapporto diffuso all'inizio dell'anno che Pechino non ha tenuto fede alle promesse contenute nel piano per il miglioramento dei diritti umani pubblicato nel 2009, nel quale si affermava la volontà di rafforzare la protezione di una serie di diritti civili e umani.
''Se queste proposte diventeranno legge – sostiene Joshua Rosenzweig, attivista basato ad Hong Kong dell'organizzazione umanitaria Dui Hua (Dialogo) – sarà fondamentalmente una legittimazione delle sparizioni forzate, che abbiamo visto sempre più frequenti nell'ultimo anno''. Rosenzweig ricorda che il processo per far diventare legge le nuove proposte dureraà alcuni mesi, e che ''da oggi ad allora molte cose potrebbero cambiare''.