PECHINO, 19 LUG – Venti persone appartenenti alla minoranza etnica degli uiguri sono rimaste uccise in scontri con la polizia a Hotan, nella regione dello Xinjiang (nord-ovest). Lo ha riferito oggi un'organizzazione di esuli uiguri.
Secondo le autorita' cinesi, due poliziotti e due 'ostaggi', oltre a un numero imprecisato di assalitori, sono stati uccisi durante un attacco a un porto di polizia della citta' cinese.
Secondo un comunicato diffuso dal Congresso mondiale degli Uighuri – un gruppo di esuli basato in Germania -, 14 persone che manifestavano pacificamente sono state ''picchiate a morte'', mentre altre sei sarebbero state uccise a colpi di arma da fuoco.
Un portavoce del governo regionale, citato dal quotidiano Global Times, sostiene invece che si e' trattato di un ''attacco terroristico coordinato'' contro un commissariato di polizia e gli agenti sono stati costretti a reagire con la forza. Le autorita' cinesi non hanno fornito una cifra delle vittime della sparatoria, e si sono limitate ad affermare che ''numerosi facinorosi' sono stati ''abbattuti'.
Il Xinjiang, una regione ricca di risorse naturali che confina con Pakistan, India, Afghanistan e Asia centrale, e' stato teatro nel 2009 di violenti scontri tra uighuri, la popolazione di religione musulmana e di lingua turcofona originaria della zona, e immigrati cinesi. Nella capitale, Urumqi, circa 200 persone persero la vita nelle violenze. Da allora il Xinjiang e' di fatto isolato dal resto della Cina ed e' impossibile verificare autonomamente le contraddittorie dichiarazione delle due parti.
