L’azienda ha deciso di seguire la rivale PepsiCo, che ha eliminato il Bvo dal Gatorade, modificando entro fine anno la composizione di alcune sue bevande. L’annuncio è arrivato dopo il successo di una petizione su Change.org organizzata da una adolescente del Mississippi, Sarah Kavanagh. La giovane aveva denunciato come la sostanza fosse vietata da anni in Giappone e in Europa. E così prima PepsiCo e poi Coca Cola sono state costrette a capitolare. Il colosso di Atlanta tuttavia ha voluto ribadire attraverso un portavoce che “tutte le nostre bibite sono sicure, lo sono sempre state, e sono in regola con tutte le normative in vigore nei Paesi dove sono vendute”. Poiché “sicurezza e qualità dei prodotti – ha continuato – sono la priorità dell’azienda”.