ROMA, 13 LUG – Più di 10 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria nel Corno d'Africa, colpito da una forte siccita'. Tra loro ci sono oltre 2 milioni di bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione, di cui 500.000 gravemente malnutriti. E' quanto denuncia l'Unicef, che rilancia l'appello di raccolta fondi per 31,9 milioni di dollari per rispondere nei prossimi tre mesi ai bisogni immediati di donne e bambini del Corno d'Africa. "Guardandosi attorno, si vedono soprattutto donne e bambini" spiega Elhadj As Sy, direttore dell'ufficio Unicef per l'Africa orientale e meridionale, che si è recato nei giorni scorsi in missione a Dadaab, una volta un piccolo villaggio nel Kenya orientale, ora diventato sede del più grande campo profughi attualmente esistente al mondo, con una popolazione che è arrivata a 380.000 persone. "Sono ancora una volta i più colpiti da questo triplo shock di siccità, che è legato ai cambiamenti climatici, ai rincari nei prezzi dei prodotti alimentari e al conflitto armato in Somalia. La gente ha attraversato tante difficoltà per arrivare qui. Si trova in pessime condizioni. Ô davvero umiliante trovarsi qui" ha detto Elhadj As Sy. Due stagioni consecutive in cui le piogge sono mancate, l'aumento dei prezzi fino al 200% di alcuni prodotti alimentari di base e la ripresa dei combattimenti in Somalia: queste le cause che hanno portato il Corno d'Africa a dover affrontare una delle più gravi crisi alimentari attualmente in corso nel mondo. L'Unicef sta fornendo alimenti terapeutici ai bambini più a rischio: i casi più gravi ricevono latte terapeutico per stabilizzare le loro condizioni. Alcuni bambini, tuttavia, raggiungono l'ospedale troppo tardi. La scorsa settimana, sei bambini sono morti nel Centro nutrizionale terapeutico del campo di Ifo, che Elhadj As Sy ha visitato domenica.