Coronavirus, la Cina teme i contagi di ritorno dalla Russia: ricompense a chi segnala gli arrivi (Foto archivio Ansa)
VLADIVOSTOK – Contagi di ritorno: e così questa volta è la Cina a temere gli arrivi da altri Paesi, nello specifico dalla Russia.
A preoccupare le autorità di Pechino sono i connazionali che rientrano nella provincia dell’Heilongjiang, che confina con la Russia sulla direttrice Suifenhe-Vladivostok. Tanto che sono state promesse ricompense in denaro a chi, in Cina, aiuta a fermare gli ingressi clandestini.
Le autorità provinciali dell’Heilongjiang hanno detto che le persone che segnalano l’attraversamento illegale delle frontiere riceveranno una ricompensa di tremila yuan.
“Se il cittadino cattura e consegna (i trasgressori) ai servizi competenti, ci sarà una ricompensa una tantum di cinquemila yuan”, ha detto il gruppo di lavoro per la prevenzione e il controllo del virus in una dichiarazione, ripresa dal Moscow Times. Ovvero circa 700 dollari. Una bella somma.
La frontiera Suifenhe-Vladivostok, la più trafficata tra Cina e Russia con oltre un milione di viaggiatori all’anno, è stata chiusa dal 7 aprile proprio a causa del picco di contagi da rientro.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha esortato i governi locali di Cina e Russia a “prendere le misure necessarie” per prevenire e fermare l’attraversamento illegale delle frontiere e ha stimato che attualmente ci sono più di 100mila cittadini cinesi in Russia.
Mosca, dal canto suo, ha sostenuto a spada tratta il suo potente – e a volte ingombrante – alleato nonché vicino di casa e, per bocca del ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha definito come “inaccettabili” le accuse rivolte a Pechino di non aver lanciato l’allarme per tempo.
“Più che politicizzare la crisi, i Paesi dovrebbero coordinarsi per battere la pandemia”, ha tuonato Lavrov. E magari si potrebbe iniziare proprio tra Suifenhe e Vladivostok. (Fonte: Ansa)